24 Settembre 2019

Taglio delle accise sui carburanti «Per noi un disastro»

la rivolta anche i trasportatori di fita cna in campo contro la misura ventilata dal ministro dell’ ambiente «ricadrà sulle nostre imprese e sui lavoratori»
«Se è vero per noi sarà un massacro», afferma Luca Riva, presidente regionale dei trasportatori di Fita Cna. Il decreto legge Gli autotrasportatori Cna di Lecco e Como prendono posizione con una nota e dicono un fermo no all’ abolizione di una serie di benefici economici ad oggi assicurati alla categoria. La levata di scudi arriva in vista dell’ approdo a breve in Consiglio dei ministri della bozza del Dl Clima Ambiente, annunciato di recente dal ministro Sergio Costa, che per ora conta 14 articoli dedicati al contrasto dell’ inquinamento e dei gas serra e alla tutela ambientale in una serie di misure che investono anche il settore dei trasporti. Sulla questione, che si unisce alla possibilità che, sempre secondo il decreto Ambiente, dal 2020 il gasolio potrebbe costare come la benzina, sono scesi in campo anche i consumatori di Codacons visto che, se la misura sarà confermata in legge Finanziaria, arriveranno rincari a raffica su tutti i prodotti trasportati su gomma, cioè l’ 86,5% del totale. «Tranne che per i mezzi euro zero, uno e due, cioè i più inquinanti e vecchi – afferma Riva – per gli autotrasporti sono stanziati circa 240 milioni di euro l’ anno per l’ abbattimento della differenza fra le nostre accise sul gasolio e quelle della media europea, ma anche per il recupero di spese autostradali a partire dai mezzi Euro 3, agli incentivi per chi ha contabilità forfettaria fino a una piccolo quota per i corsi di formazione. Tutto ciò è utile alla categoria per reggere rispetto alle condizioni più favorevoli di cui invece gode mediamente in Europa, soprattutto in Germania, Francia e Austria. Con un particolare non da poco: il vantaggio sulle accise si estende anche ai trasportatori stranieri quando fanno il pieno di gasolio in Italia. Se il vantaggio viene tolto il trasportatore tedesco, ad esempio, fa il pieno in Germania e quasi riesce a fare andata e ritorno. Tutto ciò ricadrà sulle nostre imprese e quindi sui lavoratori». L’ altra misura che la categoria ha intenzione di contrastare è l’ intenzione di togliere le spese non documentate a chi ha una contabilità forfettaria come i microimprenditori con un solo veicolo: «Per loro sono stanziati ora rimborsi di 48 euro al giorno – aggiunge Riva – utili ad abbattere una serie di costi. Se perdono questa possibilità si ritrovano in seria difficoltà». «Faremo meno investimenti» Riva fa qualche conto che riguarda la sua azienda. Spiega di essere, per ognuno dei suoi 5 camion, su un consumo di oltre 120.000 litri l’ anno, con un rimborso sulle accise intorno ai 25.000 euro: «Se ci tolgono questa possibilità le nostre imprese faranno meno investimenti, con tutto quel che ne deriverà in termini di minor concorrenzialità con l’ estero, dove già siamo svantaggiati nel costo del lavoro. Affinché ci si possa misurare su un terreno corretto di concorrenza serve che la base di partenza sia il più possibile simile, e gli sgravi sulle accise vanno proprio in questa direzione. Altrimenti non ci sarà partita, ad esempio, fra l’ Austria, dove il gasolio costa meno di un euro al litro, e noi che lo paghiamo 1,30 euro con le accise. Ora è urgente trovare un accordo con il Governo, a cui tutte le associazioni attraverso Unatras hanno già inviato una lettera per chiedere un confronto».
maria g. della vecchia

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