18 Gennaio 2018

“Tagliando” sui saldi invernali commercianti soddisfatti a metà

leone zingalesPalermo. Saldi invernali: commercianti siciliani soddisfatti a metà. Ad una settimana dall’ inizio dei ribassi, Confesercenti Sicilia ha fatto un primo bilancio sull’ andamento degli incassi. Il quadro che è emerso ha confermato sia i timori che le speranze che sono state registrate nel “sondaggio in tempo reale” effettuato 48 ore prima del via ufficiali alla cosiddetta “stagione degli sconti”. «Le interviste – ha affermato Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia – evidenziano differenti valutazioni dovute all’ incidenza che, in alcune realtà, ha determinato il Black Friday. In ogni caso, permane tra i consumatori una scarsa propensione all’ acquisto, nonostante la convenienza dei saldi». Il sondaggio della Confesercenti ha riguardato circa 200 esercenti con attività economiche in tutte le province dell’ Isola. Il target espresso dalla Confederazione è stato quello dei negozi di vicinato e non ha compreso i centri commerciali. Complessivamente in Sicilia sono state confermate le aspettative sull’ andamento delle vendite considerate perlomeno «uguali» se non «migliori» rispetto al 2017 dal 63,83% dei commercianti che hanno risposto al sondaggio (tra il 4-5 gennaio si era pronunciato così il 65,10% degli intervistati). Positivo l’ andamento delle vendite ad Agrigento (80%), Enna (62,50%) e Ragusa (50%). Un vero e proprio flop, invece, è stato marcato a Palermo con l’ 80% degli intervistati che ha ritenuto negativo l’ andamento delle vendite rispetto a quello relativo ai saldi 2017. Stessa percezione a Messina e Trapani (è così per il 50% degli intervistati) e a Siracusa (per il 42,85%). Risposte che a Palermo, Messina, Trapani e Ragusa hanno confermato il timore già espresso nello scorso sondaggio, è cioè che il Black Friday potesse drenare risorse agli acquisti nelle vendite natalizie e, poi, durante i saldi. «Gli indicatori economici segnano una lenta ripresa ma i consumi continuano a contrarsi e i dati sui saldi a Palermo confermano questa tendenza – ha sottolineato il presidente di Confesercenti Palermo, Mario Attinasi – Serve un nuovo patto fiscale che consenta alle imprese di tutelare l’ occupazione e liberare risorse per gli investimenti. A Palermo riteniamo fondamentale la modifica del regolamento sulle medie strutture per favorire l’ arrivo dei grandi marchi nelle zone centrali, che in questo modo influirebbero positivamente anche sulle piccole attività».Il sondaggio si è occupato anche del settore moda e ha accesso i riflettori sula competizione con i siti di e-commerce. «Secondo i commercianti – ha detto Michele Sorbera, direttore di Confesercenti Sicilia – internet può essere vantaggioso anche per i negozi di vicinato, rappresentando una vetrina e aiutando il consumatore a orientarsi». Oltre il 77% degli intervistati ha riferito che «investire sul posizionamento del proprio punto vendita sui motori di ricerca aiuta a sostenere il livello delle vendite». Ritengono che incida “molto” soprattutto gli imprenditori intervistati a Ragusa (90%), Catania (50%) e Agrigento (50%).Anche sul fronte della spesa pro capite durante i saldi, il sondaggio esprime un quadro in chiaro-scuro. L’ incremento della spesa pro capite c’ è stata nelle città in cui si è registrato un andamento positivo delle vendite (Agrigento ed Enna in particolare). La spesa pro capite è diminuita, invece, per l’ 87,50% degli intervistati a Messina, per il 50% a Trapani e per il 40% a Palermo. Il sondaggio ha allungato lo sguardo anche sul futuro della stagione dei saldi. Oltre il 40% dei commercianti siciliani intervistati pensa che andrà più o meno nello stesso modo e solo poco più del 32% immagina un andamento “positivo” e comunque “migliore” del 2017. Il 36,60% vede, invece, nero. Le punte più alte a Palermo (53,33%) e Messina (50%). A sancire a «la morte dei saldi» secondo Francesco Tanasi, segretario del Codacons, sono in primo luogo le vendite on line: «Oggi – ha detto Tanasi – su internet è possibile acquistare prodotti a prezzi stracciati in ogni periodo dell’ anno e questa opportunità non può non essere colta dai consumatori».
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