Tagliagli «esami inutili», medici verso lo sciopero
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Intanto la norma sulla colpa medica per ridurre le cause nella Sanità sarà inserita nella legge di stabilità. Obiettivo è aiuta rei medici a difendersi dalle cause. Manuela Correra …I sindacati medici alzano gli scudi contro il provvedimento allo studio del ministero della Salute per tagliare gli «esami inutili» prevedendo anche una sanzione pecuniaria per i camici bianchi in caso di prescrizioni «inappropriate»: all’ indomani dell’ incontro con il ministro Beatrice Lorenzin per confrontarsi sul documento, i camici bianchi annunciano dunque l’ intenzione di andare verso lo sciopero nazionale, mentre il ministro difende le misure in preparazione precisando che non si tratta di una «caccia al medico» e che le sanzioni sono previste solo in casi provati. In realtà la tabella di marcia per la messa a punto del provvedimento, che si tradurrà in un decreto, prevede ancora spazi di confronto: entro domani i sindacati potranno infatti presentare delle osservazioni e il Consiglio superiore di Sanità fornirà ulteriori chiarimenti. Poi, il provvedimento passerà alla Conferenza Stato -Regioni. Mai camici bianchi sono già sul piede di guerra: si tratta di un decreto «sbagliato» contro il quale «è già in atto una mobilitazione che potrebbe portare anche a uno sciopero di tutto il mondo della sanità italiana. Lo Stato si sostituisce al giudizio del professionista, assumendone le prerogative, a prescindere dal malato», annuncia Costantino Troise, segretario dell’ Anaao, il maggior sindacato dei medici dirigenti. Pronta alla mobilitazione unitaria si dice anche la Fp-Cgil Medici, e la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) annuncia che si va verso una manifestazione nazionale a novembre per portare alla luce le «enormi criticità del Ssn». La soluzione proposta da Lorenzin è «inaccettabile» anche per l’ Associazione chirurghi ospedalieri italiani, mentre le associazioni di cittadini e pazienti «sono pronte a unire le loro forze con i sinda cati medici», afferma Cittadinanzattiva. Lorenzin ribadisce la ratio del provvedimento: «Molti esami che prescrivevano i medici sono stati tagliati perché inutili, anzi precisamente sono stati tagliati per fare spazio all’ appropriatezza della prescrizione diagnostica, si fanno solo le diagnosi che servono e non quelle che non sono realmente ne cessarie, l’ eccesso costa 13 miliardi allo Stato che invece potrebbero nel tempo essere redistribuiti nel Ssn». E aggiunge: «La sanzione scatta sulla parte accessoria dello stipendio del medico dopo un contraddittorio, ma non parliamo di un singolo caso di errore». Il Codacons difende il provvedimento: «I medici sbagliano, perché tagli agli sprechi partono proprio dall’ elimina zione degli esami inutili». Il governo fa sapere che l’ attesa norma sulla colpa medica per ridurre le cause nella Sanità a tutela degli stessi professionisti e contro la cosiddetta medicina difensiva, che ogni anno ha un costo di oltre 10 miliardi, sarà inserita nella legge di stabilità. Obiettivo è aiutare i medici a difendersi dalle cause intentate da pazienti ma che si rive lano false nella quasi totalità dei casi. I radiologi difendono l’ imminente decreto. Troppe risonanze, un vero e proprio record, soprattutto al ginocchio e alla colonna vertebrale, è la loro denuncia diventata un cavallo di battaglia. I radiologi condividono l’ impostazione del provvedimento presentato ieri dal ministro ai sindacati, pur dicendosi contrari alle sanzioni previste per i medici. «Sono almeno 120 venti le pratiche inappropriate che abbiamo denunciato», ha spiegato Corrado Bibbolino, segretario nazionale del Sindacato nazionale radiologi, per il quale «questo decreto è una buona occasione da non perdere». L’ eccesso di esami viene infatti indicato non solo come un problema economico ma anche come un possibile danno ai paziente, sottoposti ad una eccessiva medicalizzazione di ogni problema, anche quelli fisiologici legati spesso semplicemente alla vecchiaia. «Si tratta, pur con tutte le modifiche necessarie sulle sanzioni, di un primo passo importante che consente di mettere il tema della appropriatezza, ed in particolare di quella prescrittiva, al centro di un tavolo fatto di soluzioni pratiche e non solo di discussioni filosofiche», ha aggiunto Bibbolino. Per l’ esponente sindacale «come negli altri Paesi dell’ Occidente per ogni prestazione prevista dal nomenclatore c’ è la necessità di formulare annotazioni simili che possano essere di aiuto per migliorare il rapporto fra medici e pazienti». Bibbolino ricorda che da anni la società scientifica che li rappresenta punta il dito contro l’ eccesso di prescrizioni: «Il movimento Slow Medicine sostiene che il sovrautilizzo di esami e trattamenti è sempre più diffuso e da tempo è stato evidenziato che molti esami e molti trattamenti farmacologi ci e chirurgici largamente diffusi nella pratica medica non apportano benefici per i pazienti».
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