15 giugno 2017

Tagli meno pesanti Un sospiro di sollievo per i «big» della Rai

via libera del nuovo cda alle deroghe sui compensi la riduzione sarà limitata, intorno al dieci per cento
Per i volti noti della tv pubblica arriva l’ agognato via libera del consiglio di amministrazione Rai alle deroghe al tetto di 240 mila euro ai compensi previsto dalla legge. Ora Viale Mazzini potrà sbloccare le trattative con i conduttori, come Fabio Fazio e Alberto Angela, che avrebbero già avviato contatti con la concorrenza. Il piano prevede comunque un taglio di almeno il 10 per cento rispetto alle cifre attuali e la decurtazione cresce con il salire degli importi. Critiche sono arrivate da tutti i partiti, ma nella tv pubblica c’ è soddisfazione per il risultato raggiunto. Ad esprimerla in primo luogo il nuovo dg Mario Orfeo che ha superato, ottenendo l’ unanimità in consiglio sul documento, il primo scoglio della sua gestione. Ora l’ ex direttore del Tg1 ha intenzione di chiudere velocemente anche la pratica della sua successione alla testata della rete ammiraglia: il nome scelto è quello di Andrea Montanari, attuale direttore del Giornale Radio e Radio1, che ha lavorato a lungo con il giornalista napoletano. Al posto di Montanari il conduttore di Agorà Gerardo Greco. La nomina è prevista domani nel cda convocato anche per la predisposizione dei palinsesti autunnali. Non tutte le caselle verranno riempite già domani, ci saranno delle ipotesi da confermare a trattative concluse. Fazio deve rinnovare il contratto e dovrà accontentarsi di una cifra inferiore al milione e 800 mila euro che percepisce attualmente, anche se potrebbe trovare spazio su Rai1. Un’ altra priorità è trattenere Alberto Angela, che ieri con Stanotte a Venezia sulla prima rete è stato visto da 5 milioni di spettatori e sarebbe nelle mire di Sky. Sono una quarantina le figure che attualmente superano il tetto. Sopra il milione, ma non è detto che ci resteranno, ci sono anche Antonella Clerici, Carlo Conti, Michele Guardì e Bruno Vespa. Il documento approvato – che prevede una verifica annuale – precisa che «possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale in termini di elaborazione del racconto nelle sue diverse declinazioni, in maniera coerente all’ obiettivo generale di servizio pubblico». È possibile, dunque, che alcuni giornalisti debbano sottostare al tetto, ma Vespa, per le caratteristiche del suo programma e per il ruolo da lui svolto, dovrebbe riuscire ad ottenere la deroga. Grande soddisfazione è stata espressa da Orfeo. Secondo il dg, il piano «consente alla Rai di avere ancora delle eccellenze e di conservare il valore di grandi professionisti che si sono formati con la Rai e nella Rai» e nello stesso tempo «si è riusciti ad andare incontro alle indicazioni del governo sul contenimento dei costi delle prestazioni artistiche». Critiche arrivano, invece da quasi tutti i partiti. «La scelta fatta è invece quella di un taglio lineare, per altro di scarsa entità, che non risolve la questione», afferma Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione di Vigilanza. «È difficile spiegare agli italiani che nel pubblico vige un tetto da 240 mila euro valido per tutti ad eccezione di una piccola casta», gli fa eco il collega di partito Michele Anzaldi. «Si agisce ‘contra legem’, contro il Parlamento, e i membri del Cda Rai si assumono una grave responsabilità», aggiunge Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera. Critiche anche da Jonny Crosio della Lega, mentre plaude alla soluzione il vicepresidente della Vigilanza, Giorgio Lainati. Il Codacons ha intanto annunciato ricorso al Tar e alla Corte dei Conti contro la decisione.
andrea montanari