12 Dicembre 2017

Tagli, medici in sciopero Caro-farmaci di notte

ROMA Un Sistema sanitario nazionale che rischia il collasso a causa di un «sottofinanziamento cronico » e una categoria «allo stremo» che attende da 8 anni il rinnovo del contratto. Con queste motivazioni oggi medici, veterinari e dirigenti del Ssn – in tutto 134mila professionisti – incroceranno le braccia per 24 ore. Uno sciopero nazionale che potrebbe far saltare 40mila interventi chirurgici e migliaia di visite. Una protesta che ha la solidarietà del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Sono assolutamente al fianco dei medici italiani», afferma. Lorenzin rivendica come il governo abbia contribuito a sbloccare il turnover, con le assunzioni previste nei piani ospedalieri regionali. Mentre il rinnovo del contratto «non dipende dal ministero della Salute». Al centro c’ è, infatti, la legge di Bilancio, da cui ci si aspettavano i fondi per finanziare i rinnovi. Ma secondo il sindacato Anaao-Assomed, «mancano almeno 600 milioni». Un’ altra denuncia tocca la diminuzione del personale medico, pari a 9mila unità dal 2010, più 50mila per il resto del personale. Oggi i sindacati dei medici manifesteranno anche davanti al Tesoro e in ogni capoluogo di Regione. Sostegno allo sciopero arriva dal segretario Cisl Anna- maria Furlan, per la quale «i medici italiani meritano più rispetto». Bisogna fermare, insiste, «i tagli continui alla spesa ed alle prestazioni sanitarie che avvengono spesso sulla pelle dei cittadini più deboli e bisognosi». ‘Adesso tocca a noi!’ è lo slogan dello sciopero, rilanciato dalla Fp Cgil, che punta il dito contro governo e legge di Bilancio, che «interviene prevalentemente attraverso bonus», e nella quale la sanità «è la grande esclusa». Intanto i farmaci saranno più cari se acquistati in farmacia di notte. Raddoppiano infatti le tariffe per l’ acquisto dei medicinali nelle farmacie in orario notturno: il supplemento passa cioè da 3,87 euro a 7,50. La novità – prevista dal decreto ministeriale del 22 settembre, in vigore dal 9 novembre – viene giustificata con il fatto che l’ ultimo aggiornamento risaliva al 1993, quindi 24 anni fa. Un aggravio per le tasche dei cittadini, che sarà ancora maggiore nei piccoli Comuni (per le farmacie rurali sussidiate in comuni con meno di 3mila abitanti), dove il supplemento passa a 10 euro. Sempre nei piccoli Comuni, inoltre, per i medicinali acquistati durante il servizio di turno a battenti chiusi, anche di giorno il cittadino dovrà pagare un supplemento pari a 4 euro, il doppio rispetto a quanto pagato sinora. Duro il commento del Codacons: «Ignobile speculazione sullo stato di necessità dei cittadini».

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