7 Novembre 2017

Tablet usati per il Referendum. Le scuole: «Adesso ci servono»

MONZA (ces) «Da quando sono stati ritirati il 22 ottobre scorso, non ne sappiamo più nulla. Ma ne abbiamo un gran bisogno perché ci possono tornare molto utili per la preparazione delle prove Invalsi che saranno effettuate al computer». Così la reggente dell’ Istituto «Sabin» di San Fruttuoso, Petronilla Ieracitano, in merito alla questione dei tablet elettorali che, come promesso da Regione Lombardia, dovevano essere recapitati alle scuole lombarde dopo il voto sul Referendum. Ma proprio nei giorni scorsi, il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala è tornato sulla vicenda per smorzare la polemica innescata nei giorni immediatamente successivi al voto referendario. «Serve almeno un mese per ricondizionare le macchine – ha spiegato il vicegovernatore Sala – Parliamo di 24mila tablet. Mille resteranno in Regione Lombardia per esigenze elettorali future di piccoli comuni. Tremila, invece andranno alle Forze dell’ ordine che li useranno come tablet sulle vetture d’ ordinanza. I restanti 20mila andranno alle scuole. Ma non è un processo immediato. Stiamo dialogando con l’ Ufficio regionale scolastico per capire quali software installare e per individuare le scuole alle quali andranno recapitati. Insomma, servono i tempi tecnici per riprogrammare 20mila macchine. Potrebbero anche arrivare alle scuole nel 2018». Ep pure in settimana è arrivata anche la segnalazione da parte del Codacons che ha annunciato di voler inviare un esposto alla Corte dei Conti per verificare la sussistenza di sprechi del denaro pubblico. «Se li avessimo riconsegnati con il software usato per il referendum, le scuole avrebbero dovuto spendere molto per riprogrammarli. Spesa, che era già prevista a carico di Regione Lombardia per contratto con l’ azienda fornitrice», ha però fatto sapere Sala.

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