TABACCO NATURALE? SÌ, MA CON I PESTICIDI
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
Fumare uccide. Le cause sono più che note. Non per questo i produttori di tabacco sono autorizzati a coltivarlo con pesticidi e altri veleni. A maggior ragione se si tratta del tabacco sfuso classificato come naturale e, pertanto, acquistato anche per questa sua caratteristica. Come dimostra un’ inchiesta del settimanale Il Salvagente, che esce oggi in edicola. “Senza additivi ma con una presenza eccessiva di pesticidi. Quindici per l’ esattezza. Tanti sono quelli che abbiamo rilevato in una scatola di Pueblo, un tabacco trinciato per sigarette tra i più venduti in Italia”, specifica Riccardo Quintili, direttore del settimanale d’ inchiesta. “LA LISTA di sostanze indesiderate rilevata, al di là delle concentrazioni, lascia stupiti specie perché il Pueblo, prodotto dalla tedesca Pöschl Tabak, è un trinciato presentato come molto naturale e scelto da tanti consumatori proprio perché è ‘ senza additivi’, come recitano le etichette, ottenuto solo da foglie di tabacchi Virginia al 100 %. Un buon tabacco a sentire i suoi tanti estimatori che sono disposti a spendere 5, 40 euro per un astuccio da 30 grammi, un po ‘ più della media di mercato, per arrotolare sigarette con ‘ una miscela tradizionale ‘ realizzata con tabacchi americani Virginia, coltivati anche nelle riserve naturali, in condizioni ottimali, dagli indiani pellerossa d’ America’, come assicura l’ azienda nelle confezioni. INSOMMA in un prodotto del genere tutto ti aspetti meno che la presenza contemporanea di 9 insetticidi, 3 fungicidi, 2 nematocidi e un diserbante. Senza considerare poi che, fatta eccezione per il Cymoxanil, la legislazione italiana vieta l’ impiego nella coltivazione del tabacco delle altre sostanze rilevate”, si legge nell’ articolo. Steffen König, il responsabile del controllo di qualità della Pöschl Tabak ha spiegato che “tutte le tracce rilevate nelle analisi del Salvagente derivano da sostanze legali e accreditate, le cui concentrazioni sono ben al di sotto dei limiti previsti dalla legge”. Concentrazioni a parte, resta però da capire come in un prodotto così naturale, siano finiti 15 pesticidi contemporaneamente. “Anche in considerazione del fatto che, avendo testato successivamente un secondo campione dello stesso Pueblo, ma di un lotto diverso, non abbiamo riscontrato lo stesso tenore di residui”, scrive il Salvagente. “IL CAMPIONE in questione è stato prodotto il 4 marzo 2011 e secondo i nostri rapporti interni – risponde Steffen König – ha lasciato i nostri stabilimenti nelle condizioni regolari e in linea con i nostri standard”. E allora cosa può essere successo? Per l’ azienda produttrice, niente: “I risultati di tutte le analisi condotte negli ultimi anni hanno mostrato che tutte le foglie di tabacco riportavano zero tracce di pesticidi o ben al di sotto dei limiti legali. Questo in accordo con i risultati da voi riscontrati sul primo campione. In aggiunta il secondo campione non mostrava alcuna traccia. Per questo non si può parlare di alcuna forma di contaminazione”. König prosegue dichiarando che “Il tabacco utilizzato per tutti i nostri blend proviene da tutte le parti del mondo e le migliori provenienze includono i tabacchi coltivati dagli Indiani d’ America. In generale le foglie di tabacco vengono trattate con sostanze agro-chimiche consentite e sempre nei limiti previsti dalla legge”. Quintili dice di aver richiesto all’ azienda tedesca la tracciabilità e soprattutto la provenienza del tabacco del lotto in questione ma di non averla ottenuta. Il Codacons pertanto ha presentato un esposto all’ Antitrust, ai Monopoli di Stato e ai ministeri della Salute e dello Sviluppo economico.
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