Tabacco Bossi il crociato anti-sigarette Senatùr, non mandare in fumo i nostri vizi
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fonte:
- Libero.it
Ora, è vero che di più odioso dei ticket sulla sanità esiste solo l’ accertamento fiscale di domenica mattina presto. E’ vero che in questo momento di tutto c’ è bisogno in Italia fuorché di nuove tasse. E’ vero che la base della Lega è in fase di depressione acuta e ha un pressante bisogno di un’ incarnazione del centralismo romano ciucciasoldi da mandare al diavolo. Vero tutto questo ed è vero anche un sacco di altra roba. Però, onorevole Bossi, prendersela con noialtri poveri cristi di fumatori no. «No ai ticket, meglio aumentare il prezzo del tabacco». E no. No per tre motivi. Il primo è pratico. Perché il tabacco è già aumentato abbastanza: tanto per restare all’ attualità, nelle ultime settimane le sigarette sono salite in blocco di dieci centesimi, e farsi una fumata ormai è diventato un lusso. Il secondo è filosofico: se la tassa sulla salute ripugna, a maggior ragione dovrebbe farlo quella sull’ autodistruzione. Il terzo, e qui sta il cuore della faccenda, è politico. Perché se a sostegno dell’ idea di aumentare la tassa sul tabacco – la maggioranza restando in assordante ed eloquente silenzio – parlano soltanto il Codacons ed il Partito democratico (nella persona del senatore Ignazio Marino, il cui essere medico è un alibi solo fino ad un certo punto), allora significa che da qualche parte si sta sbagliando. Senza contare che il tabacco è forse l’ unica cosa che si era riusciti a tenere al riparo dalle voraci fauci della manovra: intervenirci adesso suonerebbe come una beffa. Da ultimo, c’ è un altro aspetto della proposta che stride. Ovvero che essa non viene da un salutista di ferro o da un crociato anti-vizi. No, viene da un uomo che ha fatto del sigaro Garibaldi sempre in bocca un marchio di fabbrica secondo giusto al fazzolettone verde. E allora, Umberto, non mandare in fumo le nostre speranze. Mettiti una mano sul polmone e ripensaci.
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