18 Febbraio 2018

Svincolo di Germaneto, la riapertura è un rebus

l’ anas intende evitare che in futuro si verifichino nuovi cedimenti nello stesso tratto di strada
Francesco Ranieri Due settimane per ricostruire il muro di contenimento della variante A della statale 106 crollato a Germaneto nel giugno scorso. Ma questo non significa in automatico la riapertura dello svincolo Catanzaro Ovest, che potrebbe avvenire intorno alla metà di marzo solo se non dovessero emergere ulteriori criticità dall’ esame degli altri muri di contenimento. Sta proprio qui l'”impasse” che continua a prolungare i disagi agli automobilisti che ogni giorno percorrono il nuovo tratto di 106, inaugurato appena qualche anno fa ma bersagliato da continue problematiche sin dal principio, fra cedimenti e avvallamenti di carreggiate, distacchi corticali in alcune gallerie, crolli di tratti appena rifatti (vedi l’ uscita nord di Borgia, venuta giù un mese dopo essere stata ristrutturata) e, appunto, del muro di contenimento dello svincolo di Catanzaro Ovest. Da quasi otto mesi, dunque, chi, provenendo da sud, deve recarsi nell’ area di Germaneto – dove sorgono la Cittadella regionale, l’ università Magna Greæcia e il policlinico “Mater Domini” – o imboccare la statale 280 e raggiungere Lamezia Terme o l’ autostrada “A2” è costretto a tracciati alternativi che allungano la percorrenza. A complicare la situazione, anche la difficoltà che i tecnici hanno avuto nei mesi scorsi per individuare la soluzione migliore per evitare che in futuro si possa ripetere lo stesso problema. Il responsabile regionale dell’ Anas, ing. Giuseppe Ferrara, fa il punto sulla situazione spiegando che se da un lato la costruzione del muro richiederà tutto sommato un tempo relativamente contenuto, appunto un paio di settimane circa, la tempistica per la riapertura dello svincolo al traffico non è ancora determinabile: «Sono in corso le indagini sui muri di contenimento adiacenti a quello crollato e finché non saranno concluse queste verifiche, per appurare che tali strutture non abbiano gli stessi problemi del manufatto venuto giù a giugno, non possiamo indicare una data». Se tutto dovesse filare liscio si potrebbe ipotizzare la riapertura tra la seconda e la terza settimana di marzo, ma il responsabile Anas preferisce non sbilanciarsi per evitare di indicare un periodo preciso senza averne la piena certezza. Già a gennaio scorso, del resto, si era capito che la situazione era più complessa di quella ipotizzata nei mesi precedenti, quando si credeva ancora che sarebbe bastato rimettere in sesto il muro crollato per ripristinare la piena funzionalità della strada. Nel frattempo la situazione viene approfondita anche dal punto di vista delle eventuali responsabilità penali. Subito dopo il crollo, infatti, il Codacons ha presentato un esposto; nei giorni successivi gli uomini della Guardia di Finanza hanno eseguito una serie di rilievi e la Procura ha aperto un’ inchiesta dando l’ incarico a dei periti di predisporre una relazione sulle strutture realizzate e sulle relative tecniche.

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