Sviluppo sostenibile l’ impegno delle imprese
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Insieme per il risanamento di Taranto. Organizzazioni datoriali e mondo dell’ associazionismo spontaneo, in particolare quello ambientalista, hanno sottoscritto un accordo di cooperazione «O.P.E.R.A. – Organizzazione, Programmazione economica, Risanamento ambientale», per creare nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Altamarea, Acli, Codacons, Confcoperative, Contro le Barriere, Corita, Peacelink, Progentes, Taranto Voglia di Volare, Ucid, Verde Smeraldo, Wwf e Taranto Respira, si mettono d’ accordo, ogni realtà con la propria competenza, per migliorare il sistema d’ informazione, negoziazione e identificazione delle opportunità che cadranno sul territorio. L’ idea è stata lanciata dal presidente dell’ associazione PR.IM.A. Professionisti, Imprenditori Associati, Massimo Di Giuseppe e sposata subito dall’ associazione Taranto Respira che ne ha condiviso le finalità. L’ accordo sottoscritto ieri mattina nel circolo sportivo Magna Grecia dalle associazioni sopra elencate, parte da una considerazione, ovvero che la cittadinanza e tutte le forze sociali ed economiche, non devono, ancora una volta, rimanere al di fuori delle iniziative, in attesa che altri soggetti decidano sugli orientamenti delle risorse finanziarie pubbliche e non, che arriveranno a Taranto per il risanamento e la riqualificazione dell’ a re a inquinata. A tal proposito c’ è già una proposta. «Taranto ha bisogno di un risarcimento – ha spiegato Giovanni Carbotti, Taranto Respira – Fino ad ora tutti i finanziamenti passano da Roma, Bari e per lunghe vie burocratiche. Il punto è che non arrivano mai qua. La mia idea è quella di avere dei finanziamenti diretti ad esempio in una “società Taranto”, trasparente, da far gestire alla città, per avere una programmazione più corretta». Tra gli obiettivi espressi nella carta d’ intenti, c’ è anche la costituzione di un osservatorio delle emergenze che consenta di fornire indicazioni sugli associati in modo tale da svolgere al meglio l’ attività di confronto e di collaborazione attiva con i decisori pubblici, «di cui si auspica un coinvolgimento reale» è stato detto durante l’ incontro di dieri mattina. Il dialogo sarà il perno sul quale si muoverà tutta l’ attività dell’ accordo sottoscritto. «Abbiamo notato – hanno argomentato gli ideatori del progetto – che c’ è sempre stata una divisione netta tra il mondo dell’ impren ditoria e quello dei comitati spontanei. Quello che noi invece vogliamo fare è creare una sintesi, valorizzando le intelligenze che ci sono in entrambe le realtà, sia i giovani talenti, sia chi ha fatto impresa per anni. Usiamo questa parola: smart community, ovvero ragionare con i cervelli, e poi mettere in pratica i progetti». Il modello di sviluppo che il neo gruppo costituitosi vuole portare caparbiamente avanti, non può prescindere dalla valorizzazione di un enorme patrimonio naturale, culturale, artistico e turistico, sostenuto dalle piccole e medie imprese orientate però verso metodologie e tecnologie ecosostenibili. C’ è anche un codice etico che deve essere seguito da associazioni e organizzazioni datoriali. I valori perseguiti devono ispirarsi alla «fiducia, trasparenza, imparzialità e oggettività, onestà, riservatezza, indipendenza nonché al rispetto e all’ osservanza delle leggi» che di questi tempi non è cosa da poco. INTESA In alto Massimo Di Giuseppe, presidente di Prima, a sinistra il documento firmato ieri mattina tra le imprese e i rappresentanti del mondo delle associazioni tarantine.
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