Sversamenti a mare e in porto Giro di vite della Capitaneria
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fonte:
- La Città di Salerno
L’ intero litorale della provincia di Salerno è monitorato e sono in corso anche accertamenti per scoprire eventuali scarichi abusivi. In attesa che vengano resi noti gli ultimi dati di balneablità della costa è già possibile individuare alcune situazioni di maggiore criticità, che sono concentrate alle foci dei fiumi e, in particolar modo, del Sele e del Tusciano, i cui corsi d’ acqua sono stati pure controllati dall’ alto, con speciali apparecchi termici che rilevano l’ inquinamento. Sempre al palo, invece, è la vicenda di Baia Arena, a Montecorice, dove l’ adeguamento della condotta sottomarina è bloccata da ricorsi al Tar. È quanto è emerso dall’ audizione della commissione consiliare speciale provinciale “Terra dei Fuochi”, che ieri si è soffermata sul tema dell’ inquinamento del mare in provincia e, in particolar modo, in Costiera amalfitana. Assenti i sindaci della Divina, che erano stati invitati a partecipare, non si sono presentati neppure l’ Ausino, Legambiente e l’ Arpac Salerrno, il cui responsabile Alfonso Dubois ha motivato la sua mancanza evidenziando come non partecipi «a contesti che possano prestarsi a imprecise interpretazioni». A chiedere lumi al comandante della Guardia costiera di Salerno, Maurizio Trogu, sono stati i componenti della Commissione (Luigi De Vivo e Domenico Volpe), presieduta da Antonio Cammarota, Antonio Galatro (Adiconsum), Matteo Marchetti (Codacons) e Paolo De Marco (La nostra libertà). Trogu ha confermato l’ attenzione della Capitaneria di Porto verso l’ ambiente, evidenziando anche come, sulla Divina, si stiano portando a termine le indagini partite lo scorso anno, che mirano ad individuare scarichi non autorizzati, in collaborazione con le polizie locali. Particolari controlli, inoltre, vengono pure effettuati nell’ area portuale di Salerno, sulle grandi navi cper quanto riguarda l’ immissione nell’ atmosfera di prodotti di combustione di carburanti. Dall’ inizio dell’ anno, infatti, sono state comminate sanzioni per ben 30 mila euro. Niente da fare, invece, per l’ inquinamento pelagico, ossia per la spazzatura galleggiante che è uno dei maggiori problemi del comprensorio amalfitano. Le correnti rendono impossibile scoprire da dove provenga la massa di rifiuti che, in alcuni periodi, minaccia le spiagge della Costiera. Quest’ anno, infine, come chiesto anche dal Codacons, sarà posta particolare attenzione sui divieti di balneazione, in quanto i sindacihanno l’ obbligo di apporre le limitazioni e di farle rispettare. Gaetano de Stefano ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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