Super-precaria fa causa al Ministero
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fonte:
- La Nazione
PERUGIA CHE L’ UMBRIA sia terra di precari «storici» in lista d’ attesa soprattutto nell’ azienda scuola non è una novità. La notizia è che, dopo una sosta durata 11 anni nelle graduatorie del Provveditorato, una supplente perugina di lungo corso ha deciso di fare causa al Ministero dell’ istruzione, aderendo all’ azione legale messa in moto dal Codacons. E’ infatti di Perugia l’ insegnante con più anni di precariato alle spalle, scovata dal Codacons attraverso un apposito concorso lanciato in Regione. «Sandra S. (questo il nome della docente) è nata nel 1957. Ha presentato la domanda per l’ inserimento in graduatoria nel 2000. Da allora ? racconta l’ associazione dei consumatori ? ha sempre prestato servizio negli istituti scolastici in modo discontinuo, attraverso supplenze e contratti a termine. Una vita da precaria che dura da ben 11 anni, condita da delusioni e fatica e dal peregrinare da una scuola all’ altra, in attesa dell’ immissione in ruolo. La signora Sandra ha così deciso di fare causa al Ministero dell’ istruzione aderendo all’ azione legale lanciata dal Codacons e, risultando in regione la docente con più anni di precariato alle spalle, ha vinto il concorso dell’ associazione, e dunque la possibilità di intentare un ricorso gratuito attraverso i legali del Codacons». L’ associazione ha raccolto finora circa 2.000 adesioni. Supplenti che si sono legati al carro dei ricorsi collettivi promossi dal Codacons dinanzi ai Tribunali del Lavoro. Nei ricorsi si chiede al Ministero dell’ istruzione l’ adozione degli atti amministrativi generali necessari ad ottenere la definitiva immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, e la conseguente conversione dei contratti di lavoro a tempo determinato, oltre che un risarcimento pari a 40mila euro. Iniziativa analoga viene lanciata anche in favore dei cosiddetti «presidi incaricati», ossia insegnanti che per anni hanno svolto questa mansione senza essere mai stati assunti come dirigenti. Conseguenza: professionalità lesa e rimasta sospesa come in un limbo.
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