21 Ottobre 2001

SuperPippo fra i sommersi e i salvati

STASERA LA FINALISSIMA DELL?ACCADEMIA DELLA CANZONE, I QUATTRO SCELTI PARTECIPERANNO AL FESTIVAL
dietro le quinte
SuperPippo fra i sommersi e i salvati

I conflitti hanno sempre prodotto grandi novità musicali. Nella Seconda Guerra Mondiale nacque la stella di Glenn Miller, sotto la giungla del Vietnam spuntarono i Doors». Nel caldo sciroccoso di Sanremo, Vince Tempera vola alto fra memorie e speranze: lui è uno del musicbusiness, a sinistra lo conoscono perché suona con Guccini, altrove è noto per andare a caccia di talenti, all?Accademia ha fatto il docente e fra gli 8 finalisti ci sono i Botero che lui ha avuto il fiuto di scoprire. E? giusto? Mah, il conflitto di interessi non è più di moda, e comunque ci sono tanti cacciatori di teste come lui qui all? Accademia della Canzone, che stasera chiude i lavori 2001 con uno show registrato da Raiuno e condotto da Gianni Ippoliti, che consegnerà nella notte a Superpippo i quattro finalisti pattuiti per il Festivalone. L?entrata in gara è assicurata, in un mese si passa dal nulla dell?anonimato a preparare il vestito e la canzone per il teatro Ariston, appuntamento il 5 marzo 2002. Intorno a Tempera intanto, mille lacrime giovanili scivolano sulle ali della delusione. E? stato bocciato giovedì alle semifinali Filippo Graziani, figlio del compianto Ivan; bocciato un signore ai limite dei 35 anni concessi, Luca De Paoli da Feltre che cantava «Din Don» con grinta teatrale: tutti dicono che era il più bravo ma l?hanno mandato a casa. E a casa anche Essenza, della potente famiglia Suraci, che ogni anno arriva in finale ma non ce la fa mai. Tantissimi si sono iscritti all?Accademia per la terza, quarta volta: pagano senza fiatare tutte le spese, ma ora Sara (nome fittizio) piange con noi: «Per una settimana io e il mio partner abbiamo lasciato il pianobar, non abbiamo guadagnato e abbiamo anche speso 3 milioni. Almeno ci dicessero perché no: uno impara. Invece niente». E giù lacrimoni dagli occhi scuri. Superpippo, in completo grigio chiaro e riposato malgrado il turbinio di lavoro che lo sommerge fra «Novecento» e il Festivalone, sta prendendo in mano le redini della finalissima dell?Accademia: stasera la scelta sarà della «sua» commissione. Ci ha messo la scrittrice Isabella Santacroce e il d.j. Pezzolla, una vecchia volpe come Pino Massara e la Sara che presenta «Top of the Pops» su Raidue. Che ne dice Pippo di quelli che vengono all?Accademia 5 volte? «Una basta, è inutile insistere. Quando sono andato la prima volta a Roma, mio padre mi ha dato 3 mesi: o ce la fai, o torni qui a fare l?avvocato». Lui ce l?aveva fatta subito («Ho lavorato dopo un mese») ma era già Superpippo allora come oggi. Le richieste per partecipare a Sanremo Giovani il 14 novembre sono 700 e Baudo sta sovrintendendo le selezioni; poi, da direttore artistico, l?anno prossimo deve metterci le mani, in quest?Accademia: «Il Comune ha fatto bene a comprarla, ma bisogna anticipare i lavori». Confida che si sta occupando anche della tragica situazione discografica italiana, dopo che è emerso un crollo nelle vendite del 18 per cento rispetto allo stesso periodo del 2000: «Ormai, con 20 mila dischi venduti si va nella top della Hitparade. Il direttore Saccà ha organizzato un seminario con la discografia per la prossima settimana: si deve creare un circolo virtuoso con l?aiuto della tv. Stiamo parlando di un?industria, di posti di lavoro. Non possiamo restare inerti». In lui i discografici confidano. Fra gli 8 rimasti in gara per stasera, ce n?è uno monitorato stretto. Si chiama David Colaiacomo, il CODACONS lo ha segnalato a varie istanze perché, contro il regolamento, ha da tempo un singolo in vendita che s?intitola (scusate) «Ci vuole culo». Era prodotto da Gigi D?Alessio, le ironie e i boatos qui si sprecano ma patron Esposito ostenta sicurezza: «Da noi si arriva con l?autocertificazione, se ha dichiarato il falso sarà perseguito nelle sedi opportune».

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