15 Ottobre 2008

Superenalotto, la febbre resta alta

Nessun 6, nè 5+ 1 è stato realizzato al concorso di ieri del Superenalotto e il montepremi continua a salire: nella prossima estrazione sarà di 88 milioni, la vincita più alta nella storia dei giochi in Italia. È stato realizzato, invece, a Trento un 5 superstar che vince 1.057,420,50 euro. I 5 sono stati 49, ognuno dei quali vince 42.296,82 euro. In testa alla classifica dei numeri maggiormente ritardatari nella combinazione vincente troviamo il 45, che conta 110 concorsi consecutivi di latitanza, seguito dall’83 a quota 73.  Intanto il Codacons chiede di fissare un tetto massimo alle puntate di ogni giocatore al Superenalotto. Visto il «crescere del montepremi, che ha raggiunto una cifra spaventosa, e sta provocando una sorta di febbre nazionale, che ha colpito tantissimi cittadini, disposti a tutto pur di vincere la maxi-somma».  «Chiediamo che venga stabilito per legge un tetto massimo in denaro al quale qualsiasi giocatore deve attenersi, che ad ogni estrazione non può essere superato, anche avvalendosi dei documenti d’identità dei giocatori – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Solo così è possibile evitare eccessi pericolosi e tutelare i cittadini dalla febbre del Superenalotto». In quattro regioni italiane non è mai stato vinto un 6 al Superenalotto: nelle «piccole» Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Molise, ma anche in Liguria. In Campania e Lazio, invece, sono finiti il 35,8% di tutte le 81 vincite con punti 6 vinti finora avute in tutta Italia. In attesa dell’estrazione di questa sera, con il jackpot record di 83,5 milioni, l’agenzia specializzata Agicos ha fatto il «conto» dei grandi premi vinti in questi quasi 11 anni al Superenalotto. Ben 15 sono finiti in Campania, mentre il Lazio ne conta uno in meno. Al terzo posto delle regioni più fortunate si piazza la Puglia, con 9 6 centrati. La Lombardia, che virtualmente ancora ospita la vincita più alta mai centrata al Superenalotto (71,7 milioni vinti nel maggio 2005), è quinta con sei vincite di prima categoria. Nettamente più fortunati i piccoli comuni che le grandi città. Degli 81 6 vinti, infatti, 44 (il 54,3%) sono finiti nei piccoli centri, mentre 37 (il 45,7%) sono stati vinti nei capoluoghi di provincia.

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