7 Agosto 2009

SUPERENALOTTO: IL TAR CONDANNA IL GIOCO CHE AUMENTA LE DIPENDENZE E HA EFFETTI DI “NOCIVITA’ SOCIALE ED ECONOMICA”

    I GIUDICI RIGETTANO IL RICORSO DEL CODACONS PERCHE’ A LORO PARERE TUTTO DERIVA DALLA LEGGE DEL 2001 CHE ELIMINO’ IL TETTO AI MONTEPREMI E NON DA UNA ERRATA ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA

    IL TAR INVITA IL PARLAMENTO AD EFFETTUARE INDAGINI SULLE LUDOPATIE E L’AMMINISTRAZIONE AD AUMENTARE L’ENTITA’ DEI PREMI MINORI

    IL CODACONS RICORRE AL CONSIGLIO DI STATO CHE DECIDERA’ IL PROSSIMO 25 AGOSTO

     
    Il Tar del Lazio è stato costretto a rigettare il ricorso presentato dal Codacons contro il montepremi esagerato del Superenalotto, ma nel decidere ha inferto una dura condanna al gioco e ha riconosciuto le malattie da gioco legate a jackpot elevati e gli effetti di “nocività sociale ed economica”.
    Il rigetto del ricorso – spiega il Codacons – deriva dal fatto che la legge del 2001 ha eliminato il tetto ai montepremi; di conseguenza l’attività dell’amministrazione non appare errata. Così si legge nell’ordinanza della II sezione del Tar (Pres. Michele Perrelli, Rel. Silvestro Maria Russo):
    “per quanto si possa inferire con ragionevole probabilità un aumento delle ludopatie anche per effetto dell’attrazione indotta nei consumatori del gioco stesso da detto accumulo del “Jackpot”, tal vicenda può evidenziare di profili di nocività sociale ed economica non del tutto chiari in sé e di cui il legislatore potè essere non ben consapevole nel 2001 anche in assenza a qual tempo di seri studi epidemiologici”.
    […]
    Considerato altresì che, ad avviso del Collegio, è pure auspicabile l’esigenza, secondo un principio di buona amministrazione in base ai normali canoni di ragionevolezza, legalità e buona fede, che la regolazione del gioco lecito, pur se rivolto a massimizzare l’interesse pubblico alla liceità ed alla sicurezza, non trascuri l’interesse generale sotteso ai valori costituzionali forti”.
    Ma il Tar condanna anche l’imposizione fiscale attuata attraverso il Superenalotto, che a parere dei giudici non apparirebbe rispettosa dell’art. 53 della Costituzione. Si legge infatti nell’ordinanza:
    “considerato che le entrate pubbliche del gioco non soggiacciono all’art. 53 Cost. e quindi, se non recessive, devono essere sempre rispettose di tali valori”.
    I giudici si soffermano poi sulla mancanza di studi scientifici relativi alle ludopatie, e sull’entità dei premi minori:
    considerato, invero, che mancano analisi concrete sia sull’opinione dei giocatori relativa al mantenimento dell’attuale regolamentazione del gioco, sia sul serio accertamento dell’aumento più che proporzionale delle ludopatie in collegamento con l’aumento della platea degli scommettitori, così da attribuire rilevanza alle questioni di legittimità costituzionale sollevate dai ricorrenti”. […]
    non esclude il Collegio la possibilità d’una diversa modulazione dei premi (specie in caso di mancata assegnazione dei premi di I ctg.), ma senza che ciò disponga del “tetto” stesso e con modalità che non appaiano ai consumatori … tali da alterare: a) il gioco in sé, b) la speranza delle vincite e c) l’accessibilità ad esso anche con minimi importi di giocata”.
    “Il Tar ha condannato il gioco del Superenalotto ma non ha avuto il coraggio di apportare modifiche, scaricando la responsabilità sul legislatore – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Sulla base di tale ordinanza, diffidiamo oggi il Ministero dell’Economia e i Monopoli di Stato a cambiare subito le regole, mentre il prossimo 25 agosto il Consiglio di Stato, cui abbiamo presentato appello, deciderà definitivamente sulla questione”.
    “Proprio ieri c’è stato un incontro molto positivo con i Monopoli di Stato – conclude Rienzi – nel quale abbiamo sollecitato lo svolgimento di indagini urgenti sulla ludopatia e campagne informative contro l’eccesso da gioco, riscontrando grande disponibilità da parte dell’amministrazione, che a nostro parere è in ritardo e dovrebbe subito attivarsi su tale fronte”.
     

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