24 Ottobre 2008

Superenalotto, i 100 milioni da record vinti a Catania

 Colpo grosso a Catania. È sulla città siciliana che piovono i 100 milioni di euro del Superenalotto. Si tratta della vincita più alta nella storia del Superenalotto e in assoluto nei giochi in Italia. La combinazione del 6 multimilionario è stata giocata nel punto vendita "Giunti" in via Mario Rapisarda. I numeri che avrebbero cambiato la vita a chiunque sono: 7 – 20 – 21 – 74 – 75 – 81. Jolly: 33. Superstar: 10. E non è tutto. Insieme al 6 da 100 milioni è stato azzeccato anche un 5+ da oltre 3.757.000 giocato a Milano alla Caffetteria 2000 di via Varesina, 37. Di fronte a queste cifre era partita una caccia forsennata: una febbre da gioco che continuava a salire, tanto che le file per giocare in ricevitoria erano diventate consuete, come anche l’interesse dei giocatori dall’estero.  Febbre pericolosa, per il [2] Codacons.  Tanto è vero che sul tavolo del Procuratore capo della Repubblica di Roma è finito l’esposto dell’associazione, in cui si chiede il sequestro del jackpot: "Dopo l’esposto presentato martedì" spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi "il nostro ufficio legale sta studiando la possibilità di intentare una class action in favore dei giocatori rovinati dal Superenalotto, non appena entrerà in vigore la legge sulle azioni collettive. Si pensi a tutti coloro che, nella speranza di vincite stratosferiche, hanno già speso tutto lo stipendio o la pensione di ottobre puntando cifre elevate, e si ritrovano ora con il portafogli vuoto e bollette, rate e mutui da pagare". D’altra parte, nelle ultime settimane il numero di giocate era salito vertiginosamente: giovedì scorso, nel concorso numero 125 dell’anno, le combinazioni giocate sono state oltre 82 milioni (per una somma di più di 50 milioni di euro), sabato hanno superato quota 100 milioni, livello confermato anche martedì, nonostante che nei concorsi infrasettimanali le giocate subiscano storicamente un calo. Che non non c’è stato. Montepremi altissimo. Anche troppo. Soprattutto per [3] Renzo Carella ([4] Pd), che durante la riunione della commissione Finanze della Camera, ha detto: il superenalotto non può distribuire un premio da 100 milioni di euro, meglio frazionarlo in mille più piccoli premi: "In un momento di grave crisi economica, così difficile per le famiglie italiane" spiega Carella "trovo immorale che possa essere messo a disposizione di uno solo, una cifra così esosa, che più che far sorridere qualcuno lo potrebbe fare impazzire". E comunque il fortunato vincitore del jackpot milionario non potrà incassare da subito il premio. Secondo il [5] regolamento Sisal in tema di riscossione vincite, infatti, per premi fino ai 520 euro basta presentarsi in una qualsiasi ricevitoria entro il 45/mo giorno dalla data d’estrazione e, con una commissione di 3,10 euro si riscuote la vincita. Stessa cosa per vincite fino ai 5200 euro: solo che, in questo caso, la ricevitoria dev’essere quella dove è stata fatta la giocata. Per premi entro i 52mila euro si può chiedere il bonifico sul conto corrente alla Sisal, presso i Punti pagamento premi. Se invece si va oltre i 52mila euro bisogna inoltrare (se siete amanti del rischio, spedite pure tutto via posta, altrimenti meglio presentarsi di persona: la privacy, dicono, alla Sisal è assicurata) la scheda di gioco vincente all’ufficio premi della Direzione Generale, Via Alessio di Tocqueville, a Milano, che effettuerà il pagamento dal 61 giorno dalla data di effettuazione del concorso a quota definitiva più gli interessi al netto di spese. Ciò vuol dire che, tra due mesi, oltre agli 88 milioni, il vincitore, come riporta [6] Agipronews, potrà anche contare su un surplus quantificabile tra i 150mila e i 200mila euro, a seconda dei tassi di interesse applicati. Spiccioli, in effetti. Ma polemiche e regole a parte: come si possono spendere 100 milioni di euro? Già, voi cosa avreste fatto con quella "montagna di soldi"? Avreste mollato il lavoro dopo aver detto al capo (o al collega) quello che pensate veramente di lui? Sareste scappati in solitaria per rifarvi un’identità dall’altra parte del mondo e senza lasciare tracce, in modo che cugini di quinto grado o vecchi amici d’infanzia non riescano a raggiungervi? Avreste speso tutto nell’acquisto di una villa tipo quella che ha ospitato alcune famose scene del capolavoro di Francis Ford Coppola, Il Padrino (quasi 7.000 metri quadri, 29 camere da letto, 40 bagni, 6 dependance, 3 piscine ed una sala per le proiezioni: costa proprio 100 milioni e si trova a Beverly Hills)? Avreste provato a far fruttare il gruzzoletto, magari entrando nella cordata Alitalia o entrando nel capitale dell’azienda per cui lavorate? Qualsiasi idea abbiate, scrivetela sul nostro

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