22 Luglio 2018

Supercinema e proteste «Noi stiamo lavorando»

i proprietari addebitano i presunti ritardi alle autorizzazioni
l TRANI. «Nello spirito di piena ed incondizionata collaborazione, la proprietà sta adottando, di concerto e con l’ assenso degli enti competenti, ogni iniziativa atta a scongiurare ogni possibile problematica attraverso mirate soluzioni e progetti. Non può e non deve sfuggire ai non addetti ai lavori che ogni intervento sull’ immobile dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Sovraintendenza, trattandosi di bene sottoposto a vincolo.» Così l’ avvocato Luigi Mastromauro, legale della proprietà del Supercinema, chiarendo lo stato dell’ arte dell’ ex cinematografo dal punto di vista dei possessori dell’ immobile. La sua è, soprattutto, una risposta al comitato dei residenti e al Codacons, che lo scorso 15 giugno, in un nuovo sit-in, erano tornati a sollecitare le istituzioni e l’ opinione pubblica sulla situazione dello stabile, chiuso da dieci anni, sottoposto a vincolo storico architettonico, ma caduto in un degrado sempre più preoccupante, e non soltanto con riferimento al tetto in eternit ed al suo sostegno a capriate. I manifestanti avevano definito la situazione del Supercinema di totale stallo e molto preoccupante per le conseguenze che potrebbe avere sulla salute pubblica. E lo stesso sindaco, Amedeo Bottaro, aveva fatto sapere che «l’ amministrazione ha sollecitato la proprietà, lo scorso maggio, all’ ese cuzione urgente dei lavori di bonifica della struttura, al fine di tutelare la salute pubblica e l’ ambiente cittadino». L’ avvocato Mastromauro, intervenendo in nome e per conto della società Di Mango-Laurora-Boccasini Snc, precisa che «non risulta vera la circostanza secondo la quale la società mia assistita stia ponendo in essere attività ostruzionistica, dilatoria, come fuorviante è l’ attribuzione alla stessa società di condotte omissive ed illecite. Le notizie rappresentate non pongono in risalto la reale dinamica dei fatti, i cui risvolti sono legati al vincolo a cui è sottoposto l’ immobile, che di fatto non ha consentito alla proprietà di porre in essere le necessarie attività». Circa i rischi ambientali legati alle condizioni della struttura, «proprio il consulente tecnico della locale Procura della Repubblica – richiama Mastromauro – ha escluso la paventata pericolosità e le uniche criticità appaiono ancorate alla conservazione dell’ immobile per fenomeni diversi da quelli per cui si discute. Non è un caso – fa notare il legale – che la locale Procura della Repubblica si sia determinata a formulare richiesta di archiviazione delle indagini preliminari». Il sindaco, a sua volta aveva richiamato un passaggio di quella consulenza facendo sapere che «la struttura lignea che regge l’ amianto necessita di interventi di consolidamento statico che comporteranno, inevitabilmente, la rimozione di tutta la struttura di cemento amianto. Infatti, non si può pensare ad un consolidamento della struttura in legno in presenza della copertura in amianto».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox