21 Dicembre 2018

«Supercinema, disattesa l’ ordinanza del Comune»

l TRANI. «L’ unico dato di fatto, ad oggi, è che è un’ ordinanza del Comune di Trani è stata disattesa e lo stesso Comune di Trani non è intervenuto agendo in danno di chi avrebbe dovuto eseguire quanto prescritto». Così il presidente del comitato dei residenti, Antonio Carrabba, in merito alla vicenda Supercinema ed al provvedimento del dirigente dell’ Uf ficio tecnico, France sco Gianferrini, che disponeva, entro lo scorso 26 novembre, che la proprietà dell’ ex cinematografo badasse alla messa in sicurezza della copertura dello stabile, in cemento amianto, sorretta da una struttura a capriate il cui legno appare in uno stato particolarmente compromesso ed a rischio di cedimento. Tale stato dei luoghi è stato accertato dal consulente tecnico d’ ufficio della Procura della Repubblica, nell’ ambito di un procedimento che riguarda lo stabile chiuso dallo scorso 2008 e vincolato successivamente dalla Soprintendenza. Quello che però ha determinato lo stallo della situazione, dopo la scadenza dell’ or dinanza, è stato il sopraggiungere di un imprenditore barese, con il quale la proprietà ha siglato un accordo per la locazione decennale dell’ immobile prevedendo, da parte di quest’ ultimo, un progetto di totale riqualificazione del bene. In questa prospettiva il sindaco, Ame deo Bottaro, ha subito dichiarato, all’ in domani della scadenza dei termini dell’ or dinanza, che avrebbe atteso tale progetto, da sottoporre successivamente al vaglio della Soprintendenza. Il tempo però passa, e sia i residenti, sia il Codacons, che insieme con loro sta portando da tempo avanti una dura battaglia per la tutela della salute pubblica, si dichiarano sempre più preoccupati per quello che continua a non accadere. Carrabba ha così scritto a sindaco, prefetto, Provincia, Regione e Soprintendenza, rappresentando loro il fatto che «il sindaco ha ammesso pubblicamente di prediligere, come prioritario, il subentro di un altro soggetto che predisponga e presenti per l’ approvazione un progetto di totale riqualificazione dell’ immobile, rispetto all’ esigenza e all’ urgenza di mettere assolutamente in sicurezza il sostegno a capriate della copertura che mostra segni di cedimento». Pertanto, sempre a detta del comitato, «il sindaco non si preoccupa, stante le ingiustificabili e irresponsabili tattiche dilatorie poste in essere dalla proprietà, del ritardo nell’ esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e bonifica, di prevenire ed eliminare i gravi pericoli che potrebbero derivare dall’ eventuale crollo delle capriate ormai marce: trattandosi di oltre 700 metri quadrati di tetto, le polveri di amianto si spargerebbero ovunque». Peraltro, sempre secondo quanto ricostruisce Carrabba, «il sindaco, auspicando il subentro di un nuovo operatore economico che presenti un progetto di totale riqualificazione dell’ immobile, ha riconosciuto implicitamente che, nel corso dei sopralluoghi, sono state rilevate ulteriori situazioni che possono creare inconvenienti di carattere igienico -sanitario, e tutto questo conferma la fondatezza delle rimostranze e denunce presentate dai residenti sul progressivo peggioramento delle condizioni dell’ immobile». Per questi ed altri motivi gli scriventi invitano il sindaco, in quanto autorità sanitaria locale, «a riesaminare il presupposto logico -concettuale posto a fondamento della tesi sostenuta e sviluppata che, essendo connotata da gravi incongruenze e lacune, appare condizionata a priori dall’ evidente intento di anteporre la questione dell’ ef fettiva apertura della sala cinematografica al rischio sanitario per la popolazione, che peraltro è stata già investita, in una certa misura, dall’ inquinamento partito dalla copertura, conseguente alla dispersione delle fibre dal manufatto in cemento -amianto esposte alle intemperie».

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