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2 Ottobre 2001

Super con piombo in pieno caos

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI CONTRO I GESTORI DEGLI IMPIANTI: VOGLIONO SPECULARE SULLE SCORTE


Super con piombo in pieno caos




ROMA Gestori contro il governo, consumatori contro i gestori: a scatenare la guerra, è la disputa sullo sconto alla benzina super, su quelle 85 lire in meno che sarebbero dovute scattare ieri, dopo la riduzione dell?aliquota fiscale, che è stata allineata al livello della «verde» e ha in pratica unificato il prezzo dei carburanti. Le compagnie si sono adeguate, hanno ridotto il prezzo consigliato, ma i benzinai che avevano già comprato la benzina pagando l?aliquota più alta non mollano: o il governo, il ministro per le Attività produttive Antonio Marzano in particolare, riconosce un «bonus» e restituisce la differenza, oppure rimane il prezzo vecchio finchè la cisterna non sarà esaurita e non arriverà un rifornimento pagato con il nuovo prezzo, tra una decina di giorni. La super scontata, quindi, si può comprare soltanto nei pochi punti vendita gestiti direttamente dalle compagnie. Per rivendicare il diritto allo sconto, sono scese in campo le associazioni dei consumatori. Hanno accusato i gestori di voler approfittare della situazione: far scattare subito l?aumento quando aumentano i prezzi e ritardarlo invece quando scendono, con la scusa delle giacenze. «Se entriamo nel merito delle scorte allora il ragionamento dovrebbe valere anche nel caso degli aumenti e invece non è così – dice Rosario Trefiletti di Federconsumatori – In più, i calcoli sulle scorte non sono mai stati fatti. Mi pare che si voglia guadagnare su un`operazione di riduzione del prezzo». Elio Lannutti, che rappresenta l?Adusbef, parla di un comportamento dei gestori ingiustificato e intollerabile: «È un atteggiamento singolare che non vogliano applicare un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, mentre questi signori sono prontissimi ad apportare gli aumenti. Parlano di mercato solo quando fa comodo a loro». Italo Mannucci, capo dell?ufficio legale del CODACONS, è per una via di mezzo, una ripartizione del costo tra consumatori e compagnie: «La diminuzione del costo – spiega – è in ragione di un prodotto che andrà ad esaurimento proprio per le sue caratteristiche di inquinamento ambientale, ma il quantitativo delle scorte è stata una scelta di natura aziendale. Ora è giusto che il costo ambientale sia diviso tra i consumatori acquistando delle scorte in eccesso e dalle compagnie rinunciando all?introito delle 85 lire». La benzina con piombo continuerà dunque ad alimentare la polemica anche se ieri è cominciata ufficialmente la sua fine. Le raffinerie hanno chiuso la linea di produzione. D?ora in poi distilleranno soltanto la «verde», che è uguale in tutto e per tutto alla vecchia «rossa», salvo il contenuto in piombo che permetteva un più alto rapporto di compressione e tolleranze diverse tra le parti meccaniche. La super uscirà di scena gradualmente: le giacenze andranno in vendita come «benzinone» già mescolate alla «verde», fino al 31 dicembre. Dal giorno dopo uscirà definitivamente di scena e metterà automaticamente fuori strada un?altra quota del parco auto più anziano (oggi usa ancora la super il 15% delle vetture in circolazione): grosso modo quello costruito prima del 1984 e dotato di motori più «spinti». Contemporaneamente, il 1° gennaio 2002, le colonnine cominceranno a calcolare gli importi in euro: ieri l?Unione petrolifera ha chiarito che il prezzo per litro sarà indicato fino al terzo decimale (cioè al millesimo di euro, poco meno di due lire), mentre il totale sarà indicato al centesimo. Nella peggiore delle ipotesi, secondo i petrolieri, il consumatore perderà per gli arrotondamenti 0,004 euro (circa 8 lire), su un rifornimento da 51,65 euro, le attuali 100 mila lire.

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