23 Dicembre 1997

Super Bollo Diesel: contrattacco del CODACONS

    UN REGALO AGLI ITALIANI TRA LE “PALLINE” DEGLI ALBERI DI NATALE DI VISCO E DI PRODI

    E’ Natale ed i legali del Codacons, l’Associazione che difende i diritti degli utenti e consumatori, ne hanno studiata un’altra pur di ottenere giustizia per i circa 6 milioni di italiani proprietari di vetture ecologiche alimentate a gasolio.
    Lo stato avrebbe illegittimamente percepito circa diecimila miliardi dal pagamento del Super Bollo Diesel. A dire dell’Associazione, l’abolizione della sovrattassa diesel prevista nella finanziaria ’98, scaturirebbe da un’azione legale promossa recentemente da un iscritto di Eboli, il sig. Gerardo Schiavo, il quale si era già ribellato a tale imposta agendo giudiziariamente per il rimborso delle somme pagate. Tant’è che la questione, allo stato, pende dinanzi alla Corte Costituzionale in quanto rimessa dal Giudice di Pace di Eboli preventivamente adito, il dott. Luigi Alvau.
    Ebbene, proprio al fine di evitare una probabile sentenza di riconoscimento dell’illegittimità di detta imposta, nonché, ovviamente, la perdita d’immagine dinanzi agli elettori, bene ha fatto il Governo ad abolirla. E dunque anche il sig. Schiavo tale imposta non doveva versarla già dal lontano 1992, atteso che la sua vettura rispondeva – come attualmente risponde – fedelmente alle direttive comunitarie sull’inquinamento, in particolare, alla n. 441/91 CEE richiamata finanche sul proprio libretto di circolazione.
    Di qui per il Codacons Nazionale la necessità di preparare un facsimile di istanza di rimborso da diffondere gratuitamente per tutti coloro – e sono tanti, più di 6 milioni di italiani – che, come il sig. Schiavo di Eboli, ritengono di avere diritto alla restituzione delle somme versate per effetto di una normativa assurda ed iniqua.
    Intanto, tale atto, da inviare a mezzo raccomandata A.R. al Ministero delle Finanze e all’ACI, servirebbe quanto meno ai fini della interruzione della prescrizione del diritto al rimborso.
    Per il Presidente nazionale del Codacons, l’avv. Carlo Rienzi, “si tratta di un vero e proprio regalo di Natale che l’Associazione ha inteso offrire a quanti si sentono profondamente lesi nei loro diritti, avendo pagato somme piuttosto esose che derivano, comunque, da quotidiani sacrifici di lavoro”.
    Successivamente all’inoltro della diffida, gli interessati potranno contattare direttamente l’Associazione per l’eventuale azione legale ai fini dell’ottenimento delle somme, tenuto conto che il Codacons non mancherà di comunicare, anche a mezzo stampa, le relative modalità.

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