22 Gennaio 2020

Suonarono per la vedova del boss licenziati cinque agenti trombettisti

Nando Pianta dosi È costato il posto di lavoro ai cinque ispettori della banda musicale del Corpo della Polizia Penitenziaria avere preso parte, in qualità di musicisti, al matrimonio che si è tenuto a Napoli lo scorso 27 marzo trail cantante neomelodico sicilianoTonyColombo e Tina Rispoli, vedova del boss di Secondigliano Gaetano Marino, assassinato nel 2012 aTerracina. Adistanza di quasi dieci mesi da quella cerimonio, damolti commentatori definitatrash, l’ Amministrazione penitenziaria ha deciso di estrometterei cinque ispettori dal Corpo, contestando loro il danno di immagine e la perdita del rapporto fiduciario. I cinque, tutti con famiglia, residenti in quattro delle cinque province della Campania, stanno valutando di adire alle vie legali, per cercare di difendersi. Le pompose nozze furono precedute da un festoso corteo nuziale, con tanto di carrozza bianca trainata da cavalli, abordo della quale c’ erano Colombo elaRispoli, sfilata che bloccò letteralmen te il traffico lungo corso Secondigliano. Uno spettacolo diventato un caso mediati co, per l’ enorme risonanza che ebbe soprattutto sui social: ad incastrare i cinque ispettori -trombettisti furono proprio quei video e quelle foto, che i numerosissimi fan del cantante accorsi davanti al Maschio Angioino, non esitarono a pubblicare sul web. Video e foto che ritraevano anche gli ispettori all’ opera. È stato così chela loro performance è venuta alla luce, costringendo il Dipartimento, qualche giorno dopo la celebrazione, anotificare cinque provvedimenti di sospensione. Secondo quanto si è appreso i cinque musicisti vennero cooptati per prendere parte alle rappresentazioni, verosimilmente dietro compenso, da un’ agenzia che nulla a che vedere con l’ Amministrazione e che organizza eventi speciali. Duro il commento dei vertici dell’ Unione dei Sindacati della Polizia Penitenziaria (Uspp): «Siamo certamente dispiaciuti per i destinatari dei provvedimenti eper gli effetti che da essi ne conseguiranno», fanno sapere il presi dente dell’ Uspp Giuseppe Moretti e il segretario campano Ciro Auricchio che però, nel contempo, si dicono «certi che quanto accaduto possa fare da monito per tutti gli appartenenti al Corpo di Poli ziaPenitenziaria». Le nozze oltre ad avere sollevato un vespaio di polemiche, hanno anche fatto scattare una indagine della Direzione DistrettualeAntimafia di Napoli che si è concentrata, in particolare, sul concerto andato in scena il giorno prima del matrimonio, il 26 marzo, nella centralissima piazza del Plebiscito. Una esibizione registrata nell’ apposito ufficio del Comune di Napoli come un flash mob senza averne, secondo i sostituti procuratori anti mafia Maurizio De Marco e Vincenza Marra, le caratteristiche. In questo procedimento Tony Colombo è attualmente indagato insieme con il fratello del sindaco di Napoli, Claudio De Magistris, ed altre due persone, peril reato di abuso di ufficio in concorso. Altre cinque, tutti appartenenti alla Polizia Locale, sono invece indagati per omissione di atti d’ ufficio. Il Consigliere Regionale dei Verdi in Campania, Francesco Emilio Borrelli, ha parlato di una «giusta decisione, perché chi rappresentale istituzioni non più assolutamente immischiarsi in vicende i cui protagonisti sono personaggi discussi con legami familiari alla malavita e alla camorra. È stato unmatrimonio contraddistinto dall’ illegalità e dall’ abusivismo, i cui protagonisti, Tony Colombo e Tina Rispoli, sono personaggi che provengono da ambienti criminali. Chi rappresenta le istituzioni e ancor di più organi di polizia non può prendere parte ade terminati eventi». Infine è intervenuto anche il Codacons che ha criticato l’ ultima puntata di «Non è l’arena» (La7) per aver «di fatto sdoganato» la coppia ospitandola ed aver «sancito in modo definitivo la vittoria dei due su Giletti e sulle tante personalità intervenute nelle ultime settimane sulle nozze’ trash’».

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