Sulmona: sesto suicidio in carcere
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fonte:
- Il Tempo
SULMONA Il cadavere di Nunzio Gallo, il ventottenne di Torre Annunziata sucidatosi martedì sera nel carcere di via Lamaccio (dopo aver tentato di farlo già la settimana scorsa), è custodito ancora nelle celle frigorifere del nosocomio di Sulmona: la Procura della Repubblica sta ancora cercando di rintracciare i sei fratelli, anche loro come Nunzio nel programma di protezione speciale per i pentiti, prima di disporre l`esame autoptico sulla salma, esame che non ci sarà prima di domani. Fuori dalla cella frigorifera nella quale si trova il cadavere di Gallo, però, divampano le polemiche e le rivenicazioni di addetti ai lavori e non. A cominciare dal Sappe, il sindacato autonomo degli agenti di Polizia Penitenziaria. «Il personale è spesso lasciato solo a gestire all`interno dei nostri carceri moltissime situazioni di disagio sociale ? si legge in una nota ? non si deve chiedere al personale di accollarsi la responsabilità di tracciare profili psicologici che possano permettere di intuire l`eventuale rischio di autolesionismo da parte dei detenuti». Il sindacato ha degli obiettivi precisi: la proposta di legge di Mendurri (An) «apertamente appoggiata dal capo del Dap Giovanni Tiberna» di sopprimere la figura dell`assistente sociale per inquadrare figure professionali destinate a creare «troppe figure dirigenziali rispetto a quelle necessarie e sopprimendo gli assistenti sociali, soggetti indispensabili per la gestione psico-sociologica dei detenuti». E ancora: smentire i dati del ministro Castelli che ha parlato di suicidi in diminuzione: «Nelle carceri italiane ci si uccide quasi venti volte piú di quanto si faccia fuori ? continua il Sappe ? solo nel mese di gennaio sono stati dieci i suicidi». La gestione dei carceri, insomma, ha bisogno forse di essere ottimizzata e, soprattutto, di fondi, come sottolinea anche la Cgil nazionale. Di una cosa non ha bisogno: delle analisi approssimative e demagogiche, dei giudizi spesso dati senza conoscere le difficoltà e la realtà dei fatti. Eppure: il deputato Pierluigi Mantini (Margherita) ha parlato ieri di «gestione illegale» a proposito del penitenziario di Sulmona; e ancora l`onnipresente presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che chiede la chiusura del carcere peligno, come se questa ipotesi risolvesse il problema. Giudizi e commenti gravi, espressi probabilmente senza cognizione di causa. Fuori divampano le polemiche, dentro si continua a lavorare per assottigliare quelle sbarre e quei cancelli a volte insormontabili: ieri i detenuti erano di nuovo al lavoro. Nei siti produttivi, nel laboratorio teatrale…
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