9 Luglio 2015

Sullo stadio del Milan è già battaglia. A sinistra cresce il fronte del no, M5s: “Aberrante”

Sullo stadio del Milan è già battaglia. A sinistra cresce il fronte del no, M5s: “Aberrante”

Lo stadio al Portello è un “tema da approfondire senza pregiudizi, sapendo che la città è divisa, che il consiglio comunale, a quanto ho letto, anche è diviso in maniera trasversale, e quindi sarà una bella sfida da affrontare”. Così si esprime il sindaco Giuliano Pisapia, il giorno dopo l’ aggiudicazione della riqualificazione dei padiglioni 1 e 2 di Fondazione Fiera all’ impianto rossonero. Pisapia lascia capire che nulla è scontato: “Inizia un percorso in cui bisogna verificare la compatibilità ambientale, la sicurezza, il tema della viabilità: è una novità perché era abbastanza inaspettato. Ne prendiamo atto, non conosciamo ancora il progetto definitivo che dovrà essere valutato dalla giunta e dall’ aula”. Si cimenta il fronte del no. Il Codacons con il comitato No stadio al Portello annunciano un esposto alla magistratura e una diffida al sindaco, per i consumatori “le criticità sono troppe”. I contrari si allargano anche nella politica. A Sel e ad alcuni esponenti del Pd, come il consigliere Carlo Monguzzi, si uniscono al coro di chi non vuole lo stadio lì anche i Radicali, che annunciano “un esposto alla Corte dei conti sul danno erariale inferto dal Comune per il mancato sfruttamento di San Siro”, per il quale ora il Comune dorvà sondare le intenzioni di investimento dell’ Inter. I grillini milanesi e lombardi parlano di “un progetto aberrante” mentre è attendista il Pd, che, con il segretario metropolitano Pietro Bussolati attende di vedere il progetto prima di pronunciarsi. A favore dello stadio rimane la voce, un po’ isolata, di Forza Italia. Il presidente della Fondazione, Benito Benedini, spiega quali sono i progetti e nega le pressioni. Avete scelto lo stadio del Milan per il Portello, perché? “Il progetto è avveniristico, è uno stadio ma anche molto di più. Ci saranno attività per il tempo libero, spazi espositivi, una scuola sportiva. L’ insieme di funzioni ci ha convinti. E poi c’ è un tema culturale”. A cosa allude? “Negli Stati Uniti la partita di calcio è un evento per famiglie, vorremmo lo diventasse anche qui. Cambierà così anche il sistema negli stadi, meno violenza: quando piu famiglie andranno a vedere il calcio verrà fuori la parte buona. E la nostra aggiudicazione al Milan è anche un incentivo verso questa svolta culturale”. Ora l’ iter come procede? “Spetta al Milan dar seguito all’ iter burocratico e ottenere tutte le autorizzazioni, in questa Italia dove ci vuole più tempo per avere le carte in regola che a costruire”. E voi cosa dovete fare ora? “Noi dobbiamo soltanto firmare il contratto con il club. Sarà qualcosa di unico al mondo questo stadio, noi controlleremo che facciano le cose come previste”. Quali sono i tempi? “A gennaio consegniamo le aree al Milan. Poi ci saranno 16 mesi per le autorizzazioni, se saranno concesse partiranno i lavori per chiuderli, se si riuscirà, nel 2018. Noi controlleremo”. Quali clausole inserirete nel contratto? “A nostro insindacabile giudizio c’ è la possibilità futura di una permuta: noi ci prendiamo l’ albergo e a loro va il resto”. La strada sembra molto in salita, in Comune ci sono molti contrari, se le autorizzazioni non arrivassero cosa succederà? “Se malauguratamente lo stadio venisse bloccato si perderebbe una grossa opportunità, per Milano e l’ Italia. E anche per far vivere sette giorni su sette un’ area che oggi è un mortorio e dove c’ è da aver paura ad andarci la notte. In tal caso, comunque, nel contratto prevediamo un utilizzo diverso dei padiglioni 1 e 2”. Quale? “È da definire. Se non sarà uno stadio potrebbe essere un centro servizi, un centro benessere, o qualcos’ altro. Chiaramente a carico del Milan”. Voi ci perdereste quattrini? “Il Milan in ogni caso ci pagherà l’ affitto dal 1° gennaio 2016 per 50 anni, non ci cambia nulla. Ma non vorremmo che l’ area resti vuota”. Crede che le istituzioni si metteranno di traverso? “Spero di no. Non mi piacciono le prese di posizioni a priori, il partito del no non lo concepisco. Ho apprezzato invece le parole del vicesindaco De Cesaris, “aspettiamo di vedere il progetto e valutiamo””. Molti residenti sono contrari allo stadio, teme ricorsi? “I residenti dovrebbero pensare che diventerà un polo di attrazione. Non si può non andare oltre il proprio naso”. Anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ieri ha espresso perplessità sul Portello, “non adeguato per lo stadio”, cosa replica? “Squinzi è un amico, rispetto la sua opinione”. È un progetto importante, avete avuto pressioni di qualche tipo? “Io sono un imprenditore indipendente e libero. Su di me non sono state fatte pressioni. La scelta dello stadio è stata fata unicamente nell’ interesse della Fondazione Fiera”. Il governatore Maroni all’ ultimo si era palesemente schierato a favore del Milan. Vi siete incontrati? “Ci siamo visti lunedì scorso, ho illustrato al presidente le due candidature rimaste in gara. E lui mi ha detto di scegliere in piena autonomia. Così abbiamo fatto”. Ha avuto contatti con Silvio Berlusconi in questa trattativa? “Con Silvio Berlusconi ho un certo rapporto personale, ci sentiamo spesso. Ma del progetto ne ho parlato solo con Barbara Berlusconi, con la quale ho un rapporto esclusivamente professionale”. Si era parlato di un trasferimento della Citroen, che dovrà traslocare per far posto allo stadio, nei padiglioni 3 e 4, lo conferma? “Oggi i padiglioni 3 e 4 restano a servire il MiCo, ma non si esclude che in futuro possano essere occupati diversamente”.

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