2 Dicembre 2010

Sullo sciopero pioggia di critiche

Sullo sciopero pioggia di critiche
 

ROMA. Lo sciopero proclamato dall’ Assocalciatori per il turno di serie A dell’ 11 e 12 dicembre incassa un coro di pareri sfavorevoli. «Il diritto di sciopero è una cosa troppo seria per essere confusa con questo contenzioso tra miliardari», dice il ministro della Gioventù Giorgia Meloni che chiede ai calciatori «nel rispetto dei lavoratori veri» di non usare impropriamente il termine «sciopero». E mentre Sergio Campana fa capire che un revoca è possibile («Ci sono dieci giorni di tempo…»), un gruppo di tifosi della Juve propone lo «sciopero dei tifosi». Assai critico il Codacons che attraverso il suo presidente Carlo Rienzi, definisce «vergognoso» lo sciopero «indetto dalla categoria di lavoratori più privilegiata d’ Italia». Il ct della Nazionale Cesare Prandelli si dice certo che alla fine prevarrà il buon senso. «Personalmente credo nel senso di responsabilità da parte di tutti, è un momento difficile per l’ intero paese, meglio inviare quindi un messaggio distensivo». Nel coro di «no» emergono le voci degli juventini Giorgio Chiellini e Gianluigi Buffon . «Come appassionato di sport e calciatore – scrive il difensore sul suo sito – mi auguro che si trovino altri strumenti, con il buon senso da entrambe le parti, per proseguire il confronto». «Altre forme di protesta sono più efficaci – le parole del portiere – La presa di posizione dei calciatori sul fatto che siano relegati a un ruolo marginale, è giusta, ma il dialogo resta la forma migliore per risolvere il problema». Chi difende i diritti dei calciatori è l’ attaccante del Napoli Cristiano Lucarelli . «In Italia mancano i professori universitari, ma non quelli di demagogia – Noi lottiamo per i nostri diritti, non per i soldi: chi è intellettualmente onesto lo sa già, diciamo no ai trasferimenti coatti e ai fuori rosa». A lui replica il portavoce del Pdl Daniele Capezzone : «Lucarelli farebbe meglio a leggere quelo che dice Chiellini. Il sindacato è fuori dal mondo. Non è serio che i calciatori facciano le vittime, e non capiscano come uno sciopero strida con la condizione del Paese, dell’ Europa, del mondo intero».

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