29 Maggio 2003

Sull`elettrodotto l`Enel non si arrende




L`Enel non si arrende e impugna l`ordinanza che, lo scorso aprile, le ha imposto di interrare o spostare l`elettrodotto che passa sulle teste degli abitanti di Scorzé, mettendo a rischio la loro salute.
L`atto di reclamo verrà discusso il prossimo 4 giugno, davanti al Tribunale civile di Venezia in composizione collegiale. Patrocinata da una folta schiera di avvocati e professori universitari, la società elettrica e il gestore dell`impianto, la Grtn, hanno chiesto la revoca dell`ordinanza emessa dal giudice Antonella Guerra che, lo scorso mese, ha accolto le istanze presentate da 86 cittadini e dal Conacem, il Coordinamento nazionale per la tutela dai campi elettromagnetici, dando tempo un anno affinché le linee elettriche vengano messe in sicurezza, e ha ordinato nel frattempo di disattivare parzialmente l`impianto in modo da non superare il limite di 0,4 microtesla. Le analisi effettuate durante la causa avevano evidenziato all`interno delle abitazioni vicine all`elettrodotto valori anche superiori ai tre microtesla, mentre i consulenti tecnici nominati dai giudici ritengono che «la continuazione all`esposizione a valori superiori a 0.4 microtesla possa comportare un rischio di leucemia per i bambini».

Nell`atto di appello, Enel e Grtn sostengono che le norme in vigore impongono il rispetto di livelli di emissione di campi elettromagnetici superiori a quelli imposti dal giudice veneziano e affermano che attualmente non vi sono evidenze scientifiche certe in relazione alla rischio per la salute dell`uomo, in particolare all`insorgenza di forme tumorali.

Ben diversa la posizione dei legali che tutelano gli interessi degli abitanti di Scorzé, di Conacem e del Codacons, gli avvocati Pellerano, Gallo e Acerboni, secondo i quali il pericolo è concreto, anche se le visite mediche alle quali sono sttai sottoposti i residenti non hanno rilevato per il momento alcuna patologia.

Nell`ordinanza impugnata, il giudice Guerra rilevava anche la scarsa collaborazione prestata dai gestori dell`elettrodotto di fronte alle richieste dell`Arpav, l`Agenzia per l`ambiente incaricata di effettuare i rilievi relativi alle emissioni elettromagnetiche.

Ora la parola passa al Tribunale.

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