7 Settembre 2021

Sulle spiagge il virus è già un ricordo i balneatori chiudono un’estate d’oro

  Nemmeno  il  maestrale,  che  secondo  meteorologi  accompagnerà  giorni  di  settembre,  riuscirà  sparigliare  le  carte  di  una  stagione  estiva  che  si  chiude  tra  sold-out  di  presenze  fatturati  alle  stelle.  Finito  il  tempo  delle  lamentele,  delle  recriminazioni  per  la  mancanza  di  considerazione  da  parte  dei  politici  il  vago  senso  di  inferiorità  verso  gli  imprenditori  dei  salotti  buoni,i  balneatori  festeggiano  risultati  di  una  estate  come  non  mai.  «In  50  anni  che  faccio  questo  mestiere.  racconta  Riccardo  Padovano,  presidente  della  Sib-Confcommercio  – non  ho  mai  visto  un  tale  successo.E  nonostante  si  sia  chiusa  domenica  la  balneazione  garantita  con  servizio  di  assistenza,  secondo  l’ordinanza  regionale,  continuiamo  ospitare  sulle  nostre  spiagge  frotte  di  villeggianti.  Merito  del  mare  pulito,  della  bandiera  blu  degli  stessi  pescaresi  che  quest’anno,  anche  causa  del  Covid,  hanno  fatto  della  loro  città  la  metà  privilegiata  delle  vacanze».A  incidere  positivamente  anche  prezzi,  «rimasti  invariati  da  anni  – continua  Padovano  -. Persino  il  Codacons  ha  segnalato  rincari  nelle  altre  regioni,  mentre  noi  continuiamo  ad  applicare  gli  stessi  prezzi,  perché  ci  rendiamo  conto  che  le  famiglie  non  possono  spendere  grosse  cifre».  preoccupare  sono,  invece,  le  contestazioni  fatte  dal  Garante  della  concorrenza  sulle  estensioni  delle  concessioni  balneari  fino  al  2033:  provvedimento  illegittimo,  parere  dell’Autorità,  da  superare  ricorrendo  bandi della  Fiba-Confesercenti  -. Si  dovrebbe  premiare  chi  investe,  piuttosto  che  cercare  di  sottrargli  il  frutto  di  un  lavoro  decennale».E  mentre  il  consigliere  regionale  di  Fratelli  d’Italia,  Guerino  Testa,  assicura  l’impegno  dell’esecutivo  regionale  per  attivare  un  tavolo  di  confronto  aprire  «una  interlocuzione  con  l’Europa,  al  fine  di  definire  parametri  iter  procedurali  risolutivi»,i  balneatori  affilano  le  armi:«A un settore che comprende 750 operatori e da lavoro a circa 800  unità  – continua  Padovano  con  un  fatturato  lordo  di  circa  75  milioni  di  euro,  va  data  un’attenzione  diversa  da  parte  della  classe  politica  imprenditoriale.  Ma  anche  noi  dobbiamo  lavorare  per  rivisitare  il  ruolo  degli  stabilimenti,  dando  vita  ad  una  rigenerazione  balneare,  con  lidi  che  anche  nei  mesi  freddi  producono  animano  la  città».  Il  progetto  del  “mare  d’inverno”,  previsto  dalle  normative  regionali,  con  la possibilità di recintare con pannelli trasparenti parti delle aree e utilizzarle  fini  commerciali,  non  è  in  realtà  mai  decollato.  «Bi-sogna  fare  ulteriori  sforzi,  soprattutto  dal  punto  di  vista  del  marketing  turistico  – continua  La  Torre  -. La  promozione  resta  un  ambito  che  ci  vede  carenti».  Al  fianco  della  promozione,  va  ripensata  anche  la  qualificazione  del  personale.  La  difficoltà  di  reperire  baristi,  bagnini,  camerieri,  ha  creato  quest’anno  non  poche  difficoltà  ai  balneatori  che,  partire  da  ottobre,  sono  decisi  correre  ai  ripari:  «Avvieremo  corsi  per  aiuto  cuoco,  baristi  addetti  alla  manutenzione  – conferma  Padovano  – in  modo  da  ripartire  il  prossimo  anno  con  le  giuste  prerogative».  Sempre  che  si  sciolga  il  nodo  delle  concessioni.  Le  associazioni  di  categoria  hanno  chiesto  al  Governatore  Marsilio  la  convocazione  di  un  incontro  con  19  Comuni  della  costa,  per  decidere  il  da  farsi.  Nel  frattempo,  sulle  spiagge  si  continua  lavorare,  anche  stagione  chiusa,  per  fidelizzare  clienti  fare  del  mare un appendice delle abitazioni nei tempi incerti della pandemia.

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