20 Ottobre 2014

Sulle nozze gay Marino non arretra E oggi il prefetto le può annullare

Sulle nozze gay Marino non arretra E oggi il prefetto le può annullare

GIOVANNA VITALE ENTRAMBI smentiscono lo scontro istituzionale, tuttavia il braccio di ferro fra il sindaco Marino e il prefetto Pecoraro sulla trascrizione dei matrimoni gay contempla quell’ epilogo quasi come una certezza. E già, perché dopo aver ignorato l’ avvertimento giunto per iscritto alla vigilia della cerimonia, il chirurgo dem non intende arretrare di un passo. «Ho fatto la cosa giusta, ci siamo mossi in base a un’ indicazione della Ue» ha ribadito di nuovo ieri. Deciso dunque a tralasciare anche il secondo cartellino giallo estratto a caldo da Pecoraro: «Cancelli subito quegli atti, altrimenti dovrò farlo io». E che la questione – dopo la dura presa di posizione di Alfano – sia ormai diventata nazionale, lo dimostra anche l’ attacco sferrato ieri da Barbara Saltamartini, portavoce di Ncd: «Marino raccolga l’ auspicio del prefetto, non continui a mettere in imbarazzo le istituzioni e si occupi dei problemi veri di Roma». A riprova che le barricate del Viminale restano alzate. Tant’ è che già oggi Pecoraro potrebbe avviare la procedura di annullamento. Sempre che l’ annuncio ufficiale dato nel pomeriggio dal premier Renzi – l’ approdo a gennaio in Parlamento di «una legge alla tedesca, che è un buon punto di sintesi» – non serva a fermare la ruota. Il sindaco, comunque vada, non si farà trovare impreparato. E da Cracovia, dov’ è in missione, svela di aver «chiesto al responsabile dell’ anagrafe di essere subito avvertito, qualora ci fosse un’ azione del prefetto». Anche se «si può forse cancellare un pezzo di carta, ma non l’ immagine del piccolo Ludovico con il certificato avvolto in un cannocchiale… come per dire alla classe politica di guardare oltre», ha spiegato Marino, rivelando di aver ricevuto anche il «pieno sostegno» del senatore forzista Francesco Giro. E guai a dire che quelle trascrizioni sono senza valore: «Già domani una delle persone il cui matrimonio è stato registrato porterà il certificato in azienda per ricevere il congedo parentale», ha spiegato il sindaco. Si vocifera in queste ore impegnato a tentare un contatto addirittura con Papa Francesco, per spiegargli il senso della sua iniziativa dopo il nuovo attaccodi Avvenire, ilquotidiano della Cei, che ieri lo ha accusato di «vendere aria fritta». È pronto a reagire, l’ inquilino del Campidoglio: «Stiamo studiando la questione». Senza escludere niente: neppure i ricorsi, fino alla Corte europea di Strasburgo. Già annunciati da Codacons e Gay Center. Ma il vicesindaco Nieri si augura non ce ne sia bisogno: «Faccio un appello al buonsenso del prefetto». Oggi sapremo se cadrà nel vuoto oppure no. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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