10 Agosto 2018

Sulla salerno-Reggio Il cantiere c’ È ma in agosto non si vede

lmeno per quest’ anno il bollino rosso sull’ autostrada Salerno-Reggio Calabria non sarà colpa dei cantieri. Restringimenti di carreggiata, rallentamenti, cambi di corsia che per decenni hanno trasformato l’ ultimo tratto autostradale della Penisola in un circuito degno dei migliori piloti, sono un ricordo. O meglio, lo saranno per i prossimi due mesi. Il 13 luglio scorso i vertici dell’ Anas hanno infatti ordinato di chiudere in fretta gli oltre quaranta cantieri ancora attivi «per consentire un esodo estivo tranquillo e senza disagi». Ma già a settembre la vecchia A3, nel suo tratto calabrese, tornerà a offrire il consueto slalom tra i lavori in corso. Eppure, sulla carta, quell’ autostrada che nel 2012 il New York Times ha definito il «simbolo più emblematico del fallimento dello Stato italiano» è stata completata. A più di cinquant’ anni dalla posa della prima pietra nel ’62, sono stati ultimati i 443 km di asfalto diventati la “promessa mancata” di innumerevoli governi. Dopo decenni di cantieri infiltrati dalla ‘ndrangheta, crolli, inchieste, rimodulazioni di progetti, finanziamenti e controversie legali con le ditte impegnate sui vari lotti, il 22 dicembre del 2016 la Salerno-Reggio Calabria fu infatti inaugurata. Ha persino cambiato nome. Per l’ Anas, la vecchia A3 adesso è l’ A2 , l’ autostrada del Mediterraneo. Ma per gli automobilisti che sono costretti a percorrerne il tratto calabrese è ancora una strada dissestata. Anche perché da Altilia a Reggio Calabria i cantieri non sono mai spariti. E difficilmente potranno sparire nei prossimi anni dal momento che l’ autostrada ha visto la luce solo perché il progetto iniziale è stato sforbiciato e ridimensionato. Prima, sono spariti i nove chilometri che portano all’ ingresso della città di Reggio Calabria, spogliati di svincoli, varianti e complanari che erano previste dal progetto. Stessa sorte è toccata ad altri tre tratti, per un totale di 58 chilometri tra il cosentino e il vibonese. Avrebbero dovuto essere demoliti e ricostruiti, ma ci sarebbero voluti cinque anni e poco meno di altri 3 miliardi, da aggiungersi ai 7,5 già stanziati per la conclusione dei lavori. Non solo. Da Morano Calabro a Firmo, da Cosenza ad Altilia, e da Pizzo Calabro a Sant’ Onofrio manca completamente la corsia d’ emergenza. E così la ristrutturazione ha lasciato il passo a un meno oneroso “piano di manutenzione” da sviluppare con “ammodernamenti” e “interventi diffusi”. Traduzione: ancora cantieri, con inevitabili restringimenti, deviazioni e code. Materia per i magistrati, secondo il Codacons calabrese che ha già presentato un esposto in procura. «Se Cristo si è fermato ad Eboli» tuona l’ associazione «è perché non aveva una gran fiducia nelle condizioni della Salerno-Reggio Calabria». Sulla carta finita e persino inaugurata. A In tutta fretta l’ Anas ha chiuso i lavori sull’ autostrada. Peccato che non siano finiti e che rispunteranno a settembre. Ma nel 2016 non era stata inaugurata?
di alessia candito

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