2 Settembre 2003

Sulla Rc auto parte l?attacco dei consumatori

Sulla Rc auto parte l?attacco dei consumatori: «Le assicurazioni ora devono calare del 20%»



I consumatori partono all?attacco e chiedono in coro una immediata riduzione delle tariffe dell?Rc auto. Che sia del 20% come auspica l?Adoc – che fa parte dell?Intesa dei consumatori assieme a Codacons, Adusbef e Federconsumatori – o del 10% come si aspettano le associazioni Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori, la riduzione chiesta all?Ania e alle compagnie di assicurazione delle tariffe «è doverosa» secondo tutte le associazioni. Una richiesta che non incontra risposte positive. Almeno per ora. «Da qui a fine anno le tariffe Rc auto resteranno praticamente ferme, ma se dovesse manifestarsi e consolidarsi una contrazione del costo dei risarcimenti, che per noi è imperativo, allora il 2004 potrebbe davvero segnare l?anno zero per i premi delle quattro ruote», replica il presidente dell?Ania Fabio Cerchiai. Che aggiunge: «Il giorno in cui risulterà che il costo dei risarcimenti è in calo, cosa che non si è ancora verificata, allora anche le tariffe potranno scendere». Cerchiai riconosce che l?introduzione del nuovo codice della strada ha portato ad una diminuzione del numero dei sinistri sulla rete autostradale, ma questa tendenza dovrà adesso essere confermata e consolidata nel tempo. Superando questa volta le divisioni, le associazioni sono d?accordo nell?osservare che la riduzione si impone alla luce della diminuzione degli incidenti stradali, dovuta soprattutto all?introduzione del nuovo codice della strada e della patente a punti. Ma anche «come atto di rispetto nei confronti dei consumatori che in questi anni hanno visto crescere enormemente le polizze e come atto di responsabilità nei confronti del contenimento dell?inflazione». Nel mancato abbassamento delle tariffe, la Coalizione (che racchiude otto sigle) vedrebbe «comportamenti incoerenti e speculativi e la mancanza di rispetto degli impegni». Dopo lo «scandaloso decreto salva-assicurazioni, che i Verdi continuano a ritenere incostituzionale e da abrogare, la riduzione delle tariffe Rc auto è un atto minimo imposto dalla decenza» secondo il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, il quale ritiene che per i motorini, i neopatentati e in alcune zone del Paese «la situazione degli aumenti sconfina nell?usura». A sostegno della riduzione del 20%, secondo il presidente dell?Adoc, Carlo Pileri, ci sono quattro ragioni: «Il decreto salva-compagnie ha fatto risparmiare alle compagnie rimborsi per 3 miliardi e mezzo di euro; l?accordo con il ministro Marzano, caldeggiato dall?Ania, non ha portato alcun effetto significativo e benefico al settore Rca a vantaggio degli assicurati; le norme del nuovo codice della strada si sono tramutate in una diminuzione del 20% degli incidenti e del 40% dei feriti e quindi in minori costi per le compagnie; le tariffe relative alla responsabilità civile negli altri paesi europei sono mediamente più basse del 20%». Pileri contesta quindi la linea dell?Ania secondo la quale le tariffe dovrebbero, «al massimo, essere mantenute stabili». Gli aumenti dell?8-9% delle tariffe Rca nel 2003 e la lotta al caro polizza sono quindi tra i motivi più significativi che hanno portato l?Intesa a proclamare un nuovo sciopero della spesa per il 16 settembre.

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