«Sulla Rc auto hanno ragione i consumatori»
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- Il Sole 24 Ore
ROMA – I consumatori esortano il Governo a non cambiare le regole del gioco, togliendo ai giudici di pace la competenza sui rimborsi Rc auto. Un altolà che arriva a ridosso delle manifestazioni che Intesa (Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori) ha proclamato per lunedì a Roma e a Milano. Intanto sentenze e ricorsi fioccano: «Ho incontrato un mio amico avvocato, mi ha detto che nel cassetto ha già 200 ricorsi», racconta Giorgio Mascaro, giudice di pace di Catanzaro, che ha emesso due sentenze a favore dei consumatori, una il 30 gennaio e l`altra la settimana precedente (le assicurazioni sono Fondiaria e Alleanz). Mascaro è uno dei tanti giudici di pace che in questi ultimi giorni si sta pronunciando sui ricorsi degli automobilisti. Il problema l`ha affrontato a fondo, analizzando la legge istitutiva dell`Antitrust quando tratta della competenza giuridica sulle azioni di nullità e risarcimento. E si è convinto: non rientrano in queste due casistiche i ricorsi degli automobilisti, che si basano piuttosto sulla ripetizione di indebito. Insomma, secondo Mascaro non hanno ragione le compagnie a sollevare una eccezione di competenza sul ruolo dei giudici di pace. E poi, c`è una decisione della Cassazione, proprio dei giorni scorsi, sottolinea Mascaro, che affida loro il problema dei risarcimenti. Mascaro ritiene che i consumatori abbiano ragione. Per una serie di motivi: le compagnie, anche se sono più di cento, operano in regime di oligopolio, dal momento che l`assicurazione Rc auto è obbligatoria. E la sentenza dell`Antitrust dimostra che le assicurazioni hanno approfittato di queste condizioni. I rimborsi in realtà sono poca cosa: 15 euro la causa di giovedì, 17 euro quella della settimana scorsa. Ma ci sono da aggiungere a carico di chi perde le spese di giudizio: per l`ultima sentenza Mascaro ha calcolato 155,97 euro, una cifra che se moltiplicata per le sentenze che le compagnie stanno perdendo, calcola il giudice di pace, può diventare consistente. Tanto più che la sentenza è immediatamente esecutiva e non è appellabile, si può ricorrere solo in Cassazione. Meglio un accordo, suggerisce Marasco. L`intervento del Governo, giovedì, non è andato a buon fine. Dal ministero delle Attività produttive smentiscono l`ipotesi di un decreto che possa spostare le controversie dal giudice di pace al giudice ordinario, per frenare l`ondata di ricorsi (in questo caso il giudizio non potrebbe essere emesso in base ad equità, sarebbe impugnabile nel merito, necessiterebbe dell`assistenza di un avvocato, diventando più complesso e oneroso). Sarebbe questo il desiderio delle compagnie di assicurazione, anche se l`argomento non è stato affrontato al tavolo del confronto di giovedì tra ministro, consumatori e Ania. La convinzione diffusa dietro le quinte, nonostante il muro contro muro, è che il braccio di ferro non possa continuare. Intanto, l`Intesa dei consumatori va avanti con i ricorsi, sottolineando anche la clamorosa sentenza contro la Sara Assicurazioni che era tra le 22 compagnie “graziate“ dal Consiglio di Stato, nonostante figurasse nell`elenco dell`Antitrust. Ieri il sottosegretario Mario Valducci, ha proposto di legare l`assicurazione Rc auto alle patenti, e non all`autovettura. E per le compagnie è arrivata un` altra sforbiciata ai costi: nel 2003 potranno contare su minori oneri per almeno 50 milioni di euro, grazie al taglio di mezzo punto del contributo da versare al Fondo di garanzia vittime della strada, dal 3 al 2,5% (nel 2001 era al 4 per cento).
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