18 Luglio 2013

Sul territorio nazionale il calo medio delle vendite è intorno al 15%

Sul territorio nazionale il calo medio delle vendite è intorno al 15%

 

Sotto la Ghirlandina l’ andamento dei saldi è in chiaroscuro. Ma come sta andando a livello nazionale? Purtroppo da nessuna parte le vendite di fine stagione sfuggono alla crisi dei consumi: la prima settimana dei saldi estivi, come previsto, si chiude con un calo medio del 15% della spesa dei clienti rispetto allo stesso periodo del 2012, anche se con profonde differenze a seconda della categoria merceologica e della località, con una migliore prestazione dei negozi delle città turistiche. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Fismo-Confesercenti su un campione di commercianti di alcune importanti città italiane. La crisi, segnalano i negozi di moda, modifica anche le abitudini: sparita completamente la ?febbre da inizio saldi’ e, con essa, le file interminabili davanti ai negozi. I saldi sono a macchia di leopardo: resistono Milano e Torino, cali a Bari e Bologna. Il bilancio di questi primi giorni di saldi estivi varia considerevolmente a seconda della località presa in considerazione. A Milano, nel quadrilatero della moda, le vendite tengono o crescono, grazie soprattutto all’ apporto di turisti comunitari ed extra-comunitari, in particolare arabi, che acquistano Made in Italy e ai buoni sconti sui prodotti firmati, le cui vendite risultano stabili. Risultati al ribasso, invece, per i negozi delle strade periferiche e semi-centrali, tradizionalmente legati alla clientela residente in loco. La limitata disponibilità economica ha influito pesantemente anche sul comportamento d’ acquisto dei clienti. Nonostante gli sconti iniziali superiori alla norma, quest’ anno partiti quasi ovunque dal 50%, non si è registrata la consueta ressa dei primi giorni. Latita la ?clientela da vendite di fine stagione’: si assiste, in generale, a una diminuzione dei clienti ?occasionali’, cioè non fidelizzati, che acquistano attirati dagli sconti. In generale, vendono comunque meglio i capi nelle fasce di prezzo medio-basse e low-cost, mentre soffrono i capi rivolti a chi può spendere un pò di più. I clienti cercano soprattutto camiceria e pantaloni, mentre perdono appeal gli accessori come borse e cinture, soprattutto se di costo non contenuto. Tra le categorie merceologiche che mostrano una miglior tenuta c’ è la moda giovani: i genitori, spiega la Confesercenti, preferiscono tagliare la propria spesa per l’ abbigliamento piuttosto che quella dei figli. All’ indagine dell’ associazione si uniscono anche le valutazioni del Codacons, secondo cui alla fine il calo delle vendite supererà alla fine il 20%. «I numeri diffusi da Confesercenti appaiono pienamente in linea con quanto registrato dal Codacons nella prima settimana di sconti – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – In base ai nostri monitoraggi diffusi nei giorni scorsi realizzati nelle vie dello shopping delle principali città e presso i centri commerciali, i saldi estivi hanno fatto registrare un calo delle vendite compreso tra il -12% e il -17% rispetto al 2012. Nelle prossime settimane gli acquisti degli italiani subiranno una ulteriore riduzione – prosegue Rienzi – portando la percentuale delle vendite a raggiungere quota -20%». «Ancora una volta inoltre – prosegue il Codacons – vengono smentite le previsioni errate ed eccessivamente ottimistiche di quelle organizzazioni che nei giorni scorsi avevano parlato di cali delle vendite contenuti e pari al -8%, stime obiettivamente inconciliabili con la situazione economica negativa delle famiglie italiane, come dimostrato da Codacons, Confesercenti, e tutte le associazioni di settore».

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