3 Settembre 2005

Sul tavolo il taglio di 2,5-3 centesimi

Benzina alle stelle, il governo rinvia gli sconti

Scajola: nessun intervento prima della metà del mese, ma saranno misure minime

Sul tavolo il taglio di 2,5-3 centesimi




Roma “Il Consiglio dei ministri non affronterà il problema del caro benzina“. Con queste parole il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, aveva già raggelato ieri in prima mattinata le speranza di milioni di automobilisti di pagare un po` meno il pieno della propria auto. E i consumatori sono scesi subito in rivolta. “È gravissima la decisione di non affrontare il problema della riduzione delle tasse sulla benzina. Una scelta – denunciano in una nota le quattro associazioni dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) – che crea un danno ai consumatori e ai consumi, che ancora una volta saranno penalizzati“. L`annuncio di giovedì secondo cui il governo stava lavorando per tagliare le accise sul prezzo alla pompa ieri si è quindi spento subito, scoppiato come una bolla di sapone. Scajola spiega meglio. “Di fronte all`aumento dei prezzi del petrolio, stiamo cercando di studiare di levare qualche onere sul gas, il gasolio da riscaldamento e il carburante per autotrazione, in termini che saranno sicuramente esigui e non prima di metà settembre“. Altra mazzata, insomma. E poi il ministro prosegue: “Come noto ho istituito un mese e mezzo fa una commissione di esperti che non ha ancora completato il suo lavoro. Finirà nella prima quindicina di settembre fin quando non avremo ultimato l`esame di tutte le ipotesi non potremo fare nessun intervento“. Il problema del petrolio – ha poi aggiunto Scajola – “è un problema italiano ma anche un problema mondiale. Incide sulle economie di tutti i paesi, costa sulla bolletta energetica in maniera molto forte e incide di più sulla produzione del`energia elettrica per la sciagurata scelta di non avere altre fonti di energia, in primis il nucleare. Queste scelte hanno reso l`Italia più dipendente dal petrolio di altri. Cosa possiamo fare noi? Cercare di levare qualche onere improprio: sul gas da riscaldamento, sul gasolio per riscaldamento. Per il carburante per autotrazione, quindi benzina e gasolio, quello che si può fare, in termini che saranno sicuramente esigui, è affrontare il problema ma non prima di metà di settembre“. E a proposito di confronto con altri Paesi, i consumatori replicano che proprio a differenza di altri Paesi, “come la Francia e il Belgio, il governo non prende nessuna decisione per far decollare finalmente i consumi degli italiani. Ancora una volta questo esecutivo non è in grado di prendere decisioni che potrebbero ridare fiato a tutta l`economia del Paese“.

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