“Sul futuro del Pellegrini ancora nessuna risposta”
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«TEMPO perso». Insoddisfatto è dire poco. Fabio Galli, vicepresidente regionale del Codacons è tornato dall’ incontro con il consiglio di amministrazione dell’ istituto per sordomuti Tommaso Pellegrini con un gusto decisamente amaro in bocca. Con lui i genitori degli studenti, che non sono riusciti ad avere le rassicurazioni che cercavano. La prima, la più importante: la certezza che la scuola non chiuderà. La seconda, per riprendere fiato: rinviare i lucchetti di un anno, per dare modo a genitori e insegnanti di riorganizzarsi e studiare soluzioni alternative, senza interrompere il servizio. «La sala che ha ospitato l’ assemblea – racconta Galli – era gremita. La speranza dei genitori, degli studenti e degli insegnanti era ricevere delle buone notizie circa la possibilità di rinviare la chiusura dell’ istituto di un anno. Ma l’ incontro si è rivelato l’ ennesima presa in giro». Il leader dell’ associazione racconta com’ è andata. «I membri del cda ci hanno presentato un dirigente de ‘ La Carovana’ , cooperativa che opera nel settore, che ha preannunciato un incontro con i sindacati nei prossimi giorni. Nient’ altro». Alcuni genitori hanno interpretato questa ‘ mossa’ come un tentativo di prendere tempo. In effetti, dice Galli, «le risposte dei componenti del cda alle domande dei genitori sono state tutte piuttosto evasive. D’ altra parte non ci si poteva aspettare nulla di più da parte di un consiglio che non ha mai proposto, nel tempo, una sola iniziativa che avesse potuto dare respiro alle casse del Tommaso Pellegrini. Si sono limitati – attacca l’ avvocato – a prendere atto di una precedente gestione anch’ essa in perdita e, a quattro giorni dalla chiusura delle scuole, con gli insegnati già licenziati, se ne sono usciti con una mezza proposta senza alcuna informazione disponibile per i genitori e per gli insegnati. La sola chiarezza è stata nelle parole (che i genitori non avrebbero mai voluto ascoltare) del rappresentante del consiglio di amministrazione nominato dalla Curia che è stato lapidario nel puntualizzare sul fatto che la Curia stessa non intende aiutare in alcun modo la sopravvivenza dell’ istituto Tommaso Pellegrini». «A QUESTO punto – chiude Galli – i cittadini hanno chiesto di poter visionare i bilanci dell’ istituto. Non si capacitano come una fondazione piena di proprietà immobiliari possa essere finita in una crisi economica tale da giustificarne la chiusura se si tiene conto che solo pochi anni or sono fu venduto un importante terreno confinante».
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