Sul fumo nessun dietrofront del governo
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fonte:
- Il Cittadino
Roma «Il consiglio dei ministri non prorogherà il termine sul divieto di fumo». A confermarlo, ancora ieri, il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi. Questa è anche la posizione del promotore della legge che dal 10 gennaio prossimo vieterà il fumo in tutti i locali pubblici, il ministro della Salute Girolamo Sirchia.
Insomma, indietro non si torna. Anzi, «dal 10 gennaio – ha aggiunto Giovanardi – l?Italia diventerà un Paese civile». Anche il ministro del Welfare Roberto Maroni ha espresso il suo appoggio alla legge: «I gestori dei locali pubblici hanno avuto tutto il tempo per adeguarsi alla nuova normativa. A questo punto, non mi pare proprio il caso di procedere a proroghe». Ma non tutti la pensano così. Quindici deputati di Forza Italia, tutti fumatori, hanno chiesto proprio ieri che la legge sia rivista «per gli aspetti di intolleranza, di emarginazione e di ghettizzazione che la caratterizzano e per le ingenti spese che dovranno sostenere gli esercizi pubblici».Proprio le spese sono tra le maggiori preoccupazioni della Federazione italiana dei pubblici esercizi, che ha comunicato che al divieto saranno interessate 230mila imprese, con 750mila addetti. Di queste fanno parte 130mila bar, 70mila ristoranti, 20mila pizzerie, 2500 discoteche. Gli esercenti sono preoccupati perché, dopo un Natale e un Capodanno previsti ?di magra? per i ristoratori, rispettivamente con 400mila e 300mila clienti in meno rispetto allo scorso anno per le due festività, il divieto di fumo rischia di aggravare la crisi. Anche per questo la Fipe aveva chiesto una proroga già sabato scorso. Ma il ministro Sirchia non vuole sentir parlare di proroghe, come anche Intesaconsumatori e altre associazioni, come Cittadinanzattiva, che ieri ha fatto sapere di opporsi a un eventuale slittamento dell?entrata in vigore della legge.Uno degli ultimi dubbi riguarda la Camera: i parlamentari potranno continuare a fumare durante le pause in Transatlantico, oppure dovranno adeguarsi alla nuova legge? Il presidente, Pierferdinando Casini, ieri ha ironizzato sul divieto: «Da quando è nata mia figlia Caterina, a casa mia sono già stato cacciato da Azzurra sul terrazzo perché dice, e ha ragione, che il fumo rovina i bronchi alla bambina. Non fumo a casa – ha concluso, rassegnato – farò la stessa cosa qui alla Camera». E Luana Zanella, dei Verdi, commentando la protesta dei quindici deputati forzisti, ha suggerito: «I parlamentari dovrebbero dare il buon esempio, dando ascolto al presidente Casini e smettendo di fumare in Transatlantico e negli altri spazi comuni».Ma sono ancora tanti quelli che proprio non ci stanno. Tra questi, il deputato di An, Alberto Arrighi, che ha regalato al ministro Sirchia il recente libro di Filippo Facci ?Fumo negli occhi – Le crociate contro il tabacco e gli altri piaceri della vita?.
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