Sul Festival di Fazio le ombre di Rufus e del Grillo parlante
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- Avvenire
Rai1. SANREMO Ha ragione Luciana Littizzetto: «A Sanremo faremo varietà». Alla voce Festival, per la 64ma edizione al via stasera, tutto vien buttato in avanspettacolo e tutto fa brodo (e ascolti). Dalla temuta presenza di Beppe Grillo (pagante in sala) alle polemiche sulla blasfemìa dei testi di Rufus Wainwright, frullati con le gemelle Kessler, gli sportivi di Sochi e, en passant, le canzoni in gara. Mescolare le carte è una specialità tipica del Festival, specie di quelli targati Fabio Fazio che più si dice ‘tranquillo’ più, sornione, aspetta che la bufera porti acqua al mulino della sua creatura. Dove, per carità, stasera il pubblico aspetterà curioso i brani nuovi in gara, l’ arrivo a sorpresa di Li- gabue con l’ omaggio a De Andrè (padre) e la performance (tre brani) di Yussuf Cat Stevens, ma soprattutto vorrà vedere se Grillo si riprenderà in diretta la platea televisiva festivaliera. E mentre il direttore di Raiuno Leone si dice «fiducioso che Grillo non interromperà lo spettacolo», è probabile che non aspetti altro e intanto gli fa lo spot. In fondo il comico genovese «è tornato uomo di spettacolo, io ho già comprato i biglietti per il 14 aprile al Palalottomatica di Roma per il nuovo show Te la do io l’ Europa). L’ altro fronte riguarda la presenza di domani fra gli ospiti del musicista canadese Rufus Wainwright che, nonostante venga definito una star da Elton John, è ora in auge come icona gay. Anche grazie ai suoi uffici stampa che amano sottolineare il fatto che insieme al suo compagno sposato a New York, stia crescendo una bimba nata dalla figlia di Leonard Cohen. Se si aggiunge che nel 2004 circolava un suo brano decisamente di cattivo gusto Gay Messiah che conteneva frasi blasfeme con tanto di video in tono, si comprendono i timori di alcuni gruppi cattolici (Militia Christi e Papaboys) che hanno protestato per la sua presenza a Sanremo. Allarmato anche il consigliere Rai Verro. «Una televisione di servizio pubblico non dovrebbe puntare su questo tipo di personaggi e polemiche per inseguire maggiori ascolti: altrimenti dov’ è la differenza con le tv commerciali?» dice invitanto i vertici Rai a vigilare «perché Sanremo è il Festival di tutti gli italiani e nessuno deve sentirsi offeso nei propri sentimenti civili e religiosi ». «Nessuno mancherà di rispetto a nessuno» replica piccato Leone, mentre dieci parlamentari del Nuovo Centrodestra chiedono alla Commissione di vigilanza Rai di accertarsi dei contenuti dell’ esibizione dell’ artista. A quanto fa sapere la Rai, Wainwright canterà brani «innocui»: Across the Universe dei Beatles e la sua hit Cigarettes & Chocolat. Luca Borgomeo, presidente dell’ Aiart, prende atto ma ribadisce: «Proporre temi blasfemi a Sanremo sarebbe un vero attentato alle radici religiose italiane». Su quanto è costata la partecipazione dell’ artista, non si sbilancia invece nessuno. Il direttore di Raiuno annuncia solo che il Festival è in attivo: «Di fronte a una spesa di 18 milioni di euro, i ricavi pubblicitari sono di 20 milioni e 200mila. Più 600mila euro di incassi per i biglietti». Ciliegina sulla torta, il televoto. Il Codacons e l’ Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno inviato un esposto urgente alla Procura della Repubblica di Sanremo chiedendo il sequestro immediato del sistema del televoto legato al Festival di Sanremo 2014 perché non garantisce la sua correttezza. Insomma, anche a questo Festival non manca niente. Angela Calvini © RIPRODUZIONE RISERVATA
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