Sul decreto salva -banche l’ ostacolo Unione europea
-
fonte:
- Il Secolo XIX
via libera al fondo per i quattro istituti in difficoltà. governo al lavoro per evitare la procedura d’ infrazione
ROMA. Il governo dà il via libera al fondo di solidarietà a favore degli obbligazioni delle 4 banche salvate col decreto di fine novembre. Ma intende fissare condizioni ben precise, per evitare di finire nel mirino della Ue. Lo ha spiegato in commissione Bilancio alla Camera il viceministro dell’ Economia Enrico Morando. Da ieri, infatti, i deputati hanno cominciato a discutere e poi a votare le modifiche da apportare al testo della legge di Stabilità, dove il decreto (non senza polemiche) verrà assorbito. Tensioni Pd -5 Stelle Mentre tutte le opposizioni, dai 5 Stelle alla Lega, da Forza Italia a Sinistra italiana, hanno attaccato il governo accusato di aver danneggiato ben 130 mila piccoli risparmiatori, Morando ha dato l’ ok all’ istituzione del fondo, mettendo però tanti puntini sulle «i».«Il governo-ha spiegato – è favorevole alla costituzione di un fondo di solidarietà dove convergano una parte di risorse pubbliche, minoritarie, e una quota maggioritaria di risorse delle banche». Quindi ha spiegato che l’ intervento in favore dei risparmiatori dovrà «avere a riferimento i più deboli con confini e limiti» ben precisi. Non potrà «essere orizzontale», ovvero per tutti, perché «portatori e possessori non sono tutti uguali». In contemporanea con l’ avvio della discussione alla Camera, sempre ieri, in piazza Montecitorio manifestavano alcune centinaia di clienti di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, «vittime del decreto salva -banche». Assieme a loro Codacons, Adusbef e diversi parlamentari dell’ M5s. In commissione invece erano scintille tra Pd e grillini. Diversi parlamentari hanno infatti interrotto il deputato dem Dario Parrini per il quale l’ M5s «non ha titolo per parlare a nome dei risparmiatori italiani», che anzi accusa «d’ ingannare i cittadini con una brutta speculazione. L’ ipotesi di costituire un fondo di solidarietà, alimentato da una dote di circa 100 milioni di euro, per i due terzi finanziato dal sistema bancario e per il resto dallo Stato, è stata avanzata nei giorni scorsi proprio dal Pd. A questa proposta i 5 Stelle contrappongono l’ idea di un prestito alle banche in crisi da parte del Tesoro e poi il commissariamento dello Stato che dà l’ avvio alla ristrutturazione. Oppure, in alternativa, l’ intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi. In commissione Bilancio è stata avanzata anche la proposta di istituzione di un credito di imposta per detrarre dall’ Irpef parte delle perdite. A tutti i deputati Morando ha confermato che il governo vuole certamente intervenire, ma occorre «evitare il rischio che vi sia una procedura d’ infrazione da parte della Ue per aiuti di Stato». La riforma della Bcc Novità in vista anche per le banche di credito cooperativo. Ieri in una intervista al Corriere Matteo Renzi ha annunciato che «dopo Natale» arriverà un decreto per aiutare le Bcc «a consolidarsi in uno dei gruppi bancari più solidi sul modello del Credit Agricole». L’ idea è di fissare le linee generali della riforma e poi di definire i dettagli in sede di conversione. Mettendo fine alla diatriba che divide ormai da mesi il mondo delle Bcc che conta ben 370 banche con oltre 4000 sportelli.
paolo baroni
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: obbligazioni, Risparmiatori
