Sul dazebao tutte le verità del pubblico che domani verrà premiato
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fonte:
- La Provincia di Como
Venezia È il muro del pianto dei festivalieri delusi o la palestra degli aspiranti critici. Il muro tappezzato di scritte di fronte all`ex Casinò del Lido, inventato da Gianni Ippoliti sotto lo slogan “Ridateci i soldi!“ è da qualche anno una curiosità della Mostra. Malumori, gioie e delusioni si sfogano su un foglio di carta. E domani Marco Müller consegnerà il trofeo Codacons alla recensione più bella. I messaggi vanno dal politico al goliardico, dal critico al lamento. Ci sono gli accreditati “verdi“ (gli ultimi a entrare nelle sale, a volte destinati a restare fuori) che protestano, chi loda una giornalista (“Natalia Aspesi santa subito!“), chi un attore (“Voglio sposare Adrian Brody“) o le ragazze dello staff di Ridateci i soldi. C`è scrive “I film belli sono inversamente proporzionali al tasso di gnocca“, chi entra nella contrapposizione tra i festival di Venezia e Roma: “Mejo Roma“ oppure “Fare meglio di Venezia non sarà difficile“. I pareri sui film sono nel complesso negativi. Si salva l`africano Daratt su un ragazzo che perdona un assassino: “Finalmente qualcuno si ferma: Bush vediti il film“ ha scritto una mano ignota. Presi di mira Brian De Palma, Goro Miyazaki figlio del premio Oscar Hayao (“Diseredalo!“ è l`invito al padre) e Gianluca Tavarelli per Non prendere impegni stasera (“Il cinema e Tavarelli sono rette parallele che non si incontrano mai“). Ma anche autori doc come il taiwanese Tsai Ming Liang e David Lynch. All`americano Leone alla carriera: “Bello il tuo film, ma ora me lo spieghi?“. Per Non voglio dormire solo proiettato a tarda notte un ignoto scrive: “È evidente che sono entrato in sala apposta“.
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