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9 Aprile 2013

Suicidi, ancora rabbia e accuse Articolo 18, governo in trincea

Suicidi, ancora rabbia e accuse Articolo 18, governo in trincea

ROMA Non confondere i licenziamenti con i licenziati; guardare anche al calo delle dimissioni, che conferma quanto le nuove norme su quelle «in bianco» funzionino; evitare di stabilire rapporti di causa-effetto tra la riforma Fornero con le modifiche all’ articolo 18, e l’ aumento dei licenziamenti. Il giorno dopo la diffusione dei dati che indicano un aumento dei licenziamenti a oltre un milione nel 2012, il ministero del Lavoro fa una serie di puntualizzazioni. Ma sullo sfondo restano forti il dolore e la rabbia dopo il triplice suicidio a Civitanova Marche di due coniugi afflitti da seri problemi economici, e del fratello della donna. Ieri ha fatto sentire la sua voce la sorella dell’ uomo: «Non so come faccia a dormire la notte il ministro Fornero, non li vede i morti che le passano davanti agli occhi?». E il Codacons ha deciso di presentare un esposto per istigazione al suicidio contro lo Stato. La donna ha però avuto parole di apprezzamento per la presidente della Camera Laura Boldrini, che sabato scorso, dopo una visita in Comune, era andata nella camera mortuaria e aveva parlato con lei. Non si sente invece responsabile il direttore dell’ Agenzia delle Entrate Attilo Befera per le cartelle inviate da Equitalia a carico dei due coniugi. «Ho provato umanamente un grande dolore, ma ho il dovere di informare che Equitalia aveva già riconosciuto una rateizzazione dei debiti che i coniugi Dionisi avevano nei confronti del Fisco». Il ministro Elsa Fornero ci tiene invece a puntualizzare i termini della questione licenziamenti. Spiega in una nota del ministero: «I dati sono riferiti ai rapporti di lavoro e non ai singoli lavoratori. Pertanto un lavoratore che in uno stesso trimestre venisse assunto e licenziato più di una volta (tipologia non infrequente in lavori di tipo stagionale) viene registrato più di una volta dal sistema». Rischiosa per il ministro è anche l’ equazione tra licenziamenti e riforma dell’ articolo 18. «I dati non distinguono tra imprese con più o meno di 15 dipendenti, e pertanto non consentono possibili nessi di causa-effetto con il nuovo articolo 18, nè consentono di cogliere le conseguenze di crisi aziendali che sfociano in procedure di cassa integrazione straordinaria». In più l’ aumento dei licenziamenti coinvolge tutti i trimestri 2012, anche quelli precedenti all’ entrata in vigore della legge, quindi per il governo l’ effetto predominante è dovuto alla crisi economica.

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