21 Marzo 2006

SUICIDA IN OSPEDALE: ERA IN LISTA ATTESA PER TRAPIANTO

SUICIDA IN OSPEDALE: ERA IN LISTA ATTESA PER TRAPIANTO /ANSA




INTERVENTO PREVISTO TRA 2 MESI. OSPEDALE PADOVA, ERA TRA I PRIMI









(ANSA) – NAPOLI, 20 MAR – Era dal 22 settembre scorso in

lista per un trapianto di fegato e avrebbe dovuto aspettare

ancora un paio di mesi per l`intervento. Ma Pietro Terminiello

non ha retto allo stress provocato da quella che riteneva una

attesa troppo lunga e si è ucciso lanciandosi dal terzo piano

dell`ospedale di Sorrento (Napoli).

Sposato e padre di tre figli, aveva una cirrosi epatica che

gli aveva divorato il fegato. Dieci giorni fa si era recato

all`ospedale universitario di Padova e, dopo due giorni di

accertamenti, aveva fatto ritorno a Sorrento. Gli avevano

spiegato che era impossibile trasferire la richiesta di

trapianto a un ospedale napoletano perché l`iter deve essere

completato nello stesso ospedale dove era stato avviato.

Iscriversi contemporaneamente a più liste d`attesa è

possibile ma è sconsigliato perché – come ha scritto il

quotidiano Il Mattino che ha rivelato la vicenda – spesso questa

procedura viene rifiutata dai centri di riferimento per tutelare

i pazienti. Quando infatti la gestione clinica del periodo

pre-trapianto è a carico di più centri, si verificano disguidi

che spesso peggiorano l`evoluzione della malattia e la prognosi

del malato.

La notizia del suicidio è stata accolta con dispiacere dal

prof. Davide D`Amico, direttore dei dipartimento scienze

chirurgiche e trapianti d`organo dell`Università di Padova.

D`Amico ha affermato di “non capire cosa possa essere successo,

cosa possa averlo indotto a compiere un gesto estremo“, in

quanto il paziente “con gruppo sanguigno A era nelle primissime

posizioni“ per il trapianto.

“Le carte – ha aggiunto D`Amico – mi dicono che era il terzo

o quarto in lista“ e che i tempi d`attesa, quindi, erano

abbastanza brevi. “Era in ottima evidenza – ha concluso – per

essere sottoposto al trapianto“ anche nel giro di qualche

giorno, appena si fosse reso disponibile un organo compatibile.

Il responsabile operativo del Centro regionale trapianti del

Veneto, Claudio Rago, ha spiegato che “durante l`ultimo

ricovero le condizioni del paziente si erano aggravate tanto che

dal 38/o posto era passato al 5/o posto della lista, che qui in

Veneto significa mediamente un`attesa di circa tre mesi, vale a

dire molto inferiore alla media nazionale che per i trapianti di

fegato è di circa un anno e mezzo“.

Secondo gli esperti, è di circa un anno e mezzo il tempo

medio di attesa per ricevere un trapianto di fegato, a fronte di

poco più di 1.500 pazienti oggi in lista. Un`attesa minore

rispetto a quella per altri tipi di interventi e questo grazie

alle tecniche d`avanguardia che è possibile applicare. Il

problema delle liste di attesa, in ogni caso, continua a essere

una nota dolente anche se l`Italia, sulla base degli ultimi

aggiornamenti, si conferma ai vertici della classifica europea

per donazioni e qualità dei trapianti. Ma per l`associazione di

consumatori Codacons le liste d`attesa in Italia sono ancora

eccessivamente lunghe “non solo per visite specialistiche, ma

anche per interventi importanti. Contro le liste d`attesa –

afferma il Codacons – l`unica possibilità è quella di

istituire indennizzi diretti in favore dei pazienti, in caso di

ritardi eccessivi“.(ANSA).

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