SUICIDA IN OSPEDALE: ERA IN LISTA ATTESA PER TRAPIANTO
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fonte:
- Ansa
INTERVENTO PREVISTO TRA 2 MESI. OSPEDALE PADOVA, ERA TRA I PRIMI
(ANSA) – NAPOLI, 20 MAR – Era dal 22 settembre scorso in
lista per un trapianto di fegato e avrebbe dovuto aspettare
ancora un paio di mesi per l`intervento. Ma Pietro Terminiello
non ha retto allo stress provocato da quella che riteneva una
attesa troppo lunga e si è ucciso lanciandosi dal terzo piano
dell`ospedale di Sorrento (Napoli).
Sposato e padre di tre figli, aveva una cirrosi epatica che
gli aveva divorato il fegato. Dieci giorni fa si era recato
all`ospedale universitario di Padova e, dopo due giorni di
accertamenti, aveva fatto ritorno a Sorrento. Gli avevano
spiegato che era impossibile trasferire la richiesta di
trapianto a un ospedale napoletano perché l`iter deve essere
completato nello stesso ospedale dove era stato avviato.
Iscriversi contemporaneamente a più liste d`attesa è
possibile ma è sconsigliato perché – come ha scritto il
quotidiano Il Mattino che ha rivelato la vicenda – spesso questa
procedura viene rifiutata dai centri di riferimento per tutelare
i pazienti. Quando infatti la gestione clinica del periodo
pre-trapianto è a carico di più centri, si verificano disguidi
che spesso peggiorano l`evoluzione della malattia e la prognosi
del malato.
La notizia del suicidio è stata accolta con dispiacere dal
prof. Davide D`Amico, direttore dei dipartimento scienze
chirurgiche e trapianti d`organo dell`Università di Padova.
D`Amico ha affermato di “non capire cosa possa essere successo,
cosa possa averlo indotto a compiere un gesto estremo“, in
quanto il paziente “con gruppo sanguigno A era nelle primissime
posizioni“ per il trapianto.
“Le carte – ha aggiunto D`Amico – mi dicono che era il terzo
o quarto in lista“ e che i tempi d`attesa, quindi, erano
abbastanza brevi. “Era in ottima evidenza – ha concluso – per
essere sottoposto al trapianto“ anche nel giro di qualche
giorno, appena si fosse reso disponibile un organo compatibile.
Il responsabile operativo del Centro regionale trapianti del
Veneto, Claudio Rago, ha spiegato che “durante l`ultimo
ricovero le condizioni del paziente si erano aggravate tanto che
dal 38/o posto era passato al 5/o posto della lista, che qui in
Veneto significa mediamente un`attesa di circa tre mesi, vale a
dire molto inferiore alla media nazionale che per i trapianti di
fegato è di circa un anno e mezzo“.
Secondo gli esperti, è di circa un anno e mezzo il tempo
medio di attesa per ricevere un trapianto di fegato, a fronte di
poco più di 1.500 pazienti oggi in lista. Un`attesa minore
rispetto a quella per altri tipi di interventi e questo grazie
alle tecniche d`avanguardia che è possibile applicare. Il
problema delle liste di attesa, in ogni caso, continua a essere
una nota dolente anche se l`Italia, sulla base degli ultimi
aggiornamenti, si conferma ai vertici della classifica europea
per donazioni e qualità dei trapianti. Ma per l`associazione di
consumatori Codacons le liste d`attesa in Italia sono ancora
eccessivamente lunghe “non solo per visite specialistiche, ma
anche per interventi importanti. Contro le liste d`attesa –
afferma il Codacons – l`unica possibilità è quella di
istituire indennizzi diretti in favore dei pazienti, in caso di
ritardi eccessivi“.(ANSA).
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