8 Ottobre 2015

«Sui vaccini basta allarmismi Così si scherza con il fuoco»

«Sui vaccini basta allarmismi Così si scherza con il fuoco»

di Antonio Giuliano Vaccino, o non vaccino, questo è il problema. Negli ultimi dieci anni sono aumentati timori e diffidenze al punto che l’ anno scorso c’ è stato un calo delle vaccinazioni senza precedenti. A lanciare l’ allarme è stato l’ Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute secondo cui le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B sono scese al di sotto del 95%. E la percentuale è diminuita ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia con una copertura dell’ 86%, in calo di oltre il 4% in appena un anno. Una preoccupazione condivisa, tra gli altri, da Aifa (Agenzia italiana del farmaco), medici di famiglia e Società italiana di pediatria, e rilanciata anche dall’ Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. «Il calo delle coperture vaccinali – ha spiegato Alberto Villani, responsabile della Pediatria generale e malattie infettive dell’ Ospedale della Santa Sede – è responsabile dei numerosi casi di morbillo e della presenza di malattie che potevano già essere debellate come ad esempio la pertosse, alla causa del decesso di alcuni lattanti». Sul tema è intervenuto in questi giorni a «BergamoScienza» (in corso fino al 18 ottobre) il professor Antonio Lanzavecchia, specialista in pediatria e malattie infettive, direttore e fondatore dell’ Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona: «Stiamo scherzando col fuoco – attacca – dimenticando che parliamo di malattie infettive che colpiscono anche gli adulti. Come il morbillo che può essere fatale e predisporre ad altre infezioni serie. Oggi rischiamo di farlo espandere: il morbillo è infatti uno dei virus più infettivi, 1 soggetto affetto da morbillo ne può contagiare in media 30. Quando invece per esempio il tasso di infezione per ebola è di 1,5». E se il Codacons parla di «campagna allarmistica da parte di istituzioni ed enti», di business dell’ industria farmaceutica e di calo delle vaccinazioni dovuto a una maggiore consapevolezza degli utenti, Lanzavecchia dissente: «Senza generalizzare ci sono persone che hanno una forte opinione ma che non ascoltano le ragioni scientifiche e mediche. Bisogna essere molto chiari: i pochi studi scientifici che hanno puntato il dito sul rischio di certe vaccinazioni sono risultati falsi e sono stati ritrattati. È vero che in passato ci sono stati degli incidenti legati alle vaccinazioni, ma non c’ erano i controlli di oggi sia nei vaccini per i bimbi che per quelli degli adulti. Quanto al business le case farmaceutiche non fanno grandi soldi con i vaccini soprattutto con quello antinfluenzale». Un ruolo importante lo giocano i mass media: «L’ anno scorso fu montato un caso sul vaccino antinfluenzale e alcune morti sospette, quando invece non ci fu nessun incremento della mortalità. Così come ha destato clamore quella sentenza sulla correlazione tra l’ esavalente e il bambino diventato autistico, ma non c’ è nessuna base scientifica che lo provi. Che cosa poi ne può sapere un giudice?». Per dissipare i dubbi su vaccini e vaccinazioni ora il ministero della Salute ha attivato anche un numero verde (800 56 18 56, attivo il lunedì dalle 10 alle 18). «È importante – conclude Lanzavecchia – rassicurare. Certo, mi rendo conto che educare e spiegare è più difficile di gridare al pericolo». RIPRODUZIONE RISERVATA C

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