8 Maggio 2019

«Sui treni concessione a soggetto inaffidabile» La Regione a processo

 

BARI Responsabile civile, per aver protratto una concessione a un soggetto inaffidabile. E, però, anche parte civile. Forse un ossimoro, una contraddizione in termini. Resta l’ evidenza, però, che la Regione Puglia comparirà in duplice veste nel processo relativo allo scontro fra treni avvenuto il 12 luglio di tre anni fa sulla tratta Andria-Corato, gestita dalla Ferrotramviaria, che causò la morte di 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri. A stabilirlo è stato il collegio giudicante del tribunale di Trani nel corso della terza udienza svoltasi, ieri mattina, nell’ aula bunker del carcere. La decisione del giudice Giulia Pavese, in sostanza, ribalta la disposizione del gup, Angela Schiralli, che nell’ udienza preliminare non ritenne di ammettere come responsabile civile la Regione Puglia considerando questa posizione incompatibile con il ruolo di parte civile. La richiesta fu avanzata dall’ avvocato Laura Di Pilato, legale di alcune famiglie delle vittime e delle associazioni costituitesi parte civile nel dibattimento. Ciò significa che la Regione Puglia potrebbe essere tenuta al risarcimento danni delle parti civili come gli altri due enti già citati e ammessi in giudizio, la società Ferrotramviaria, concessionaria del servizio ferroviario in questione, e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il giudice ha ammesso anche la costituzione di parte civile di altri parenti delle vittime che ne avevano presentato richiesta, oltre che dei Comuni di Corato e Andria, nei confronti di Ferrotramviaria spa (la società figura tra i diciotto imputati). L’ istanza era stata rigettata dal gup nel corso dell’ udienza preliminare. Rovesciate anche le posizioni delle associazioni Codacons, Confcomsumatori, Adusbef e Gepa, dichiarate non ammissibili dal gup Schiralli. Il motivo della presunta responsabilità civile consiste, secondo il tribunale, nel fatto che la Regione non ha mai rescisso il contratto di servizio» con Ferrotramviaria, «né ha effettuato segnalazione alcuna al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, consentendo il protrarsi della concessione in favore di un soggetto rivelatosi inaffidabile, omettendo colpevolmente l’ adozione delle cautele e il controllo delle attività espletate dalla concessionaria connessi alla posizione di garanzia ricoperta». Nessun politico, né funzionario della Regione, è pero imputato nel procedimento penale. Da diciannove anni fa la Regione – spiega il tribunale nell’ ordinanza – «è subentrata allo Stato in qualità di ente concedente» dei servizi ferroviari sulla tratta Bari-Barletta, in concessione di esercizio alla società Ferrotramviaria e, pertanto, «non può escludersi che l’ ente locale possa essere chiamata a rispondere, nei limiti delle proprie prerogative, unitamente alla Ferrotramviaria, delle conseguenze dannose dei fatti di reato per i quali si procede». La Regione e gli altri responsabili civili, Ferrotramviaria e Mit, dovranno costituirsi durante la prossima udienza di giovedì 6 giugno, quando saranno ascoltati i primi testi dell’ accusa e il processo comincerà a entrare nel vivo. (ha collaborato Antonella Loprieno)
carlo testa

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