22 Giugno 2017

Sui possibili danni l’ Ue dà ragione al Codacons

«Il consenso scientifico non è indispensabile per provare i danni di un vaccino difettoso». Secondo i giudici della Corte europea di giustizia bastano «indizi gravi, prossimità temporale tra farmaco e malato e assenza di casi in famiglia». Insomma sono indizi sufficienti a formare la prova del danno da vaccino se una malattia insorge dopo la somministrazione del vaccino stesso, se non ci sono precedenti medici personali e familiari e se c’ è l’ esistenza di un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni.Musica per le orecchie del Codacons, da sempre contro l’ obbligatorietà vaccinale, che da mesi denuncia il possibile nesso di causalità tra vaccini e malattie, e che dinnanzi alla Corte d’ appello di Milano, ha ottenuto la condanna definitiva del ministero della Salute in favore di una famiglia danneggiata dalle vaccinazioni. «La sentenza dell’ Ue», dice il presidente Carlo Rienzi, «apre ora la strada a un enorme contenzioso in Italia, considerato che solo al Codacons, negli ultimi mesi, sono giunte oltre 2.500 segnalazioni di possibili effetti negativi dei vaccini pediatrici sulla salute dei bambini».Nella sentenza della Corte Ue si legge che, in mancanza di prove certe e inconfutabili, la compresenza di vari indizi permetterà al giudice di convincersi della sussistenza del difetto del vaccino e del nesso di causalità tra il medesimo e il danno subito. La Corte avverte anche i giudici nazionali che «devono assicurarsi che gli indizi prodotti siano effettivamente sufficientemente gravi, precisi e concordanti da consentire di concludere che l’ esistenza di un difetto del prodotto appare la spiegazione più plausibile dell’ insorgenza del danno».La sentenza dei giudici di Lussemburgo riguarda il caso di un cittadino francese che ammalatosi di sclerosi multipla dopo un vaccino contro l’ epatite B aveva chiesto un risarcimento alla Sanofi Pasteur, produttrice del vaccino. Una «molla» per un ulteriore passo del Codacons. L’ Associazione a difesa dei diritti dei consumatori ieri ha annunciato una denuncia in Procura contro il ministero della Salute per il numero verde 1500 sui vaccini. Codacons ha registrato infatti alcune telefonate dove gli operatori del numero verde «negavano in modo categorico l’ esistenza di reazioni avverse ai vaccini e possibili malattie o effetti negativi per la salute legati alle vaccinazioni, in totale contrasto con quanto affermato dall’ Oms, dai più importanti enti sanitari, dai tribunali italiani, dalla Corte europea di giustizia e dagli stessi bugiardini dei farmaci vaccinali».S.B.

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