10 Agosto 2001

Sui guadagni “virtuali“ non si pagheranno tasse

Sui guadagni “virtuali“ non si pagheranno tasse

Il Tar: le perdite escluse dalle norme sui capital gains
il caso

ROMA – Addio tasse sui capital gains quando in Borsa anziché guadagnare si perde. Il Tar del Lazio ha accolto infatti il ricorso del Codacons contro il provvedimento del Ministero delle Finanze che tassava le cosiddette “rendite virtuali“. In pratica è stata sospesa l`applicazione della tassazione dei capital gains sui guadagni di Borsa per i profitti maturati ma non riscossi. Con il ricorso l`associazione dei consumatori ha chiesto e ottenuto la sospensiva del decreto del governo Amato che puntava ad eguagliare la tassazione esistente per il risparmio gestito, realizzato da operatori professionali (le banche ad esempio), introducendo la tassazione della rendita virtuale dei redditi finanziari attraverso un complesso sistema che colpisce paradossalmente anche le perdite. Infatti le plusvalenze che scaturiscono dalla differenza tra il prezzo di acquisto di un titolo e il valore di scambio sul mercato al 31 dicembre dal 2000 in poi, sono colpite dal fisco a prescindere dalla possibilità che dopo il 31 dicembre la vendita dello stesso titolo possa avvenire in perdita, determinando in tal modo una minusvalenza che grava fiscalmente sul consumatore. Un sistema ritenuto “iniquo“ che, vista la difficoltà dei calcoli matematici necessari per determinare i coefficienti, finiva con il premiare la vendita dei titoli prima del 31 dicembre. «È una norma che riteniamo gravemente lesiva degli interessi dei cittadini» spiega l`avvocato Marco Donzelli che con la collega Cristina Tabano ha rappresentato il Codacons: «La capacità di contribuzione deve essere commisurata agli effettivi guadagni e deve essere eguale per tutti i cittadini».
L`ordinanza del Tar sospende così l`applicazione del decreto varato il 4 agosto 2000 che ha introdotto il “meccanismo dell`equalizzatore“, usato proprio per tarare la tassazione tra diversi regimi di gestione e che era stato criticato sia dall`Abi che dallo stesso governp Berlusconi.

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