12 Luglio 2013

Sui cassonetti il divieto di conferimento Il sindaco: «Anche se l’ ordinanza è stata pubblicata sul sito internet del Pincio»

Sui cassonetti il divieto di conferimento Il sindaco: «Anche se l’ ordinanza è stata pubblicata sul sito internet del Pincio»

RIFIUTI «Affiggeremo l’ ordinanza sui cassonetti e chiudiamo qui questa polemica». Palesemente indispettito, il sindaco Pietro Tidei risponde così alle lamentele e alle critiche per non aver sufficientemente pubblicizzato le modalità di conferimento dei rifiuti nei fine settimana estivi (divieto assoluto per qualunque materiale dalle 6 del sabato alle 18 della domenica). Cosa che ha portato anche a sanzionare diversi cittadini. «L’ ordinanza è stata pubblicata sul sito del Comune, sulla mia pagina facebook e sono stati affissi anche gli avvisi negli spazi adibiti. Affissi – incalza il primo cittadino – che sono di colore giallo e quindi credo piuttosto visibili. Si tratta tra l’ altro della vecchia ordinanza, non è cambiato nulla, quindi proprio non capisco il motivo di questa agitazione». Ma sul caso si registra anche un intervento del Codacons, che invece prende le parti dei cittadini sanzionati. «Non tutti gli utenti – spiega la presidente regionale Sabrina De Paolis – specie i più anziani, hanno la possibilità di informarsi su internet, e peraltro non si può pensare che il dovere del cittadino sia quello di svegliarsi e collegarsi al sito del Comune per cercare di non incappare in nuove regole e sanzioni emesse quotidianamente ai danni del consumatore». Dall’ associazione si aspettano dunque «che l’ ordinanza venga possibilmente rivista riguardo alla raccolta differenziata e comunque affissa sui cassonetti e che le multe elevate finora vengano annullate». Perché, conclude Sabrina De Paolis, «pur comprendendo l’ esigenza dell’ amministrazione di fare cassa, questo non si può tradurre nel perseguire il cittadino con Tia straordinarie, Tares aumentate e ora anche con contravvenzioni subdole, che vanno inevitabilmente a gravare sulle condizioni economiche delle famiglie già notoriamente insostenibili». C.Imp. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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