27 Maggio 2020

Sugli scontrini spunta la “covid tax”. Codacons Bologna: “Addebiti illegittimi, denunciate”

intervista al responsabile regionale codacons.: “rientri di spesa legati al rischio di impresa”. l’ associazione è impegnata anche nel supporto dei familiari delle vittime e dei contagiati delle province di bologna, modena e parma. confesercenti: “il problema è il calo degli incassi”
È stata ribattezzata ” Covid tax “, una voce spuntata su alcuni scontrini come contributo. Diverse denunce sono arrivate anche da Bologna e dall’ Emilia Romagna, come conferma a Bologna Today l’ avvocato Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale e responsabile regionale del Codancons.”Riteniamo che si tratti di addebiti illegittimi, per questo stiamo invitando i cittadini a segnalare per porre fine a queste prassi – annuncia Barbieri – da quanto mi risulta non esiste nessun contributo ufficiale applicabile dagli esercenti, se non in forma volontaria e previa comunicazione”.Quindi si tenta di recuperare dai clienti le spese e i disagi dovuti all’ emergenza sanitaria?”Sì, rientri di spesa che invece dovrebbero essere legati al rischio di impresa. E poi chiediamoci, quanto dureranno? Da avvocato ho tre studi a Bologna, tra divisori e sanificazione ho speso oltre 2mila euro, ma non posso aumentare le parcelle con questa motivazione”. Si segnalano anche rincari?”Qualche segnalazione c’ è stata, piccoli aumenti sui prodotti ortofrutticoli sono anche giustificati per la mancanza di braccianti ecc, ma bisogna prestare attenzione e – continua Barbieri – rinnovo l’ invito a denunciare”. Codacons ha registrato anche casi “di centri estetici che utilizzano kit monouso, camici e ciabatte, facendoli pagare ai clienti, sempre per le esigenze legate al covid”. Per Barbieri “gli italiani un contributo lo darebbero comunque, come si è visto per le donazioni e il caffè sospeso ad esempio, ma sempre su base volontaria”.Non ha ricevuto nessuna segnalazione invece Massimo Zucchini, presidente provinciale di Confesercenti Bologna e titolare del Celtic Druid Pub, in via Caduti di Cefalonia: “Il problema per noi è il calo degli incassi, il 18 maggio, giorno della riapertura, i clienti avevano voglia di uscire, quindi nella settimana appena trascorsa si è avuta una parvenza di normalità, ma già da quella corrente sarà abbastanza critica. Per rispettare il distanziamento ho tolto 158 sgabelli dal mio locale, non sono pochi… Gestisco un locale legato alla massa, quindi è evidente che al momento affronto una crisi, credo ne avremo fino a ottobre, sempre che tornino gli studenti e poi se si continuano con tutte queste ordinanze, alle 22 il centro si svuota, cosi si cerca di guadagnare a discapito della qualità”.Sempre sul fronte coronavirus, Codacons ha organizzato una call sabato 30 maggio, aperta a tutti i familiari delle vittime o di persone che hanno subito dei ricoveri o conseguenze sanitarie nelle province di Bologna, Modena e Parma: “E’ necessario un nostro supporto perchè chi ritiene di aver contratto il virus in modo diretto o indiretto, i parenti dei deceduti nelle case di riposo – dice Barbieri – saranno chiamati a provare le eventuali negligenze sulle norme di sicurezza con delle perizie tecniche, quindi pratiche che costano”. Durante la call, l’ associazione fornirà a titolo gratuito istruzioni su come procedere per giungere quanto prima ad individuare i responsabili di quanto accaduto e quindi ottenere giustizia. Codacons, dal canto suo, ha titolo per costituirsi parte civile in tutti i procedimenti penali legati ai contagi.

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