21 Settembre 2010

Sugli Ogm è necessario tornare subito alla legalità

Non si placano le polemiche a più di un mese dalla semina illegale Ogm nel pordenonese. Organizzazioni agricole come la Cia e soprattutto la Coldiretti rimangono sul piede di guerra assieme alle associazioni e forze politiche ambientaliste. Forti della posizione chiara della Regione Veneto, confermata dall’ Assessore leghista all’ agricoltura Franco Manzato in varie occasioni tanto da chiedere l’ iscrizione di territorio "Ogm Free" nel nuovo Statuto veneto, lo schieramento regionale veneto "Liberi da Ogm" formato da Coldiretti, Vas, Legambiente, Slow Food,Wwf, Confartigianato, Cna, LegaPesca, continua a sostenere le azioni programmate al fine di combattere ogni illegalità nei campi. Parallelamente, un "autorevole e tempestivo intervento riguardo alla vicenda delle semine illegali di mais transgenico effettuate nei mesi scorsi in provincia di Pordenone" è stato chiesto a livello nazionale da 27 organizzazioni aderenti alla "Task Force per un’ Italia libera da Ogm", in una lettera inviata ai ministri della Giustizia Alfano, dell’ Interno Maroni, dell’ Ambiente Prestigiacomo, delle Politiche agricole Galan, della Salute Fazio e al presidente e all’ assessore regionale alle Risorse agricole del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo e Claudio Violino. Lo annuncia il presidente di Coldiretti del Friuli Venezia Giulia Dario Ermacora che rende noto i contenuti della lettera: "A fronte di una situazione di palese violazione delle norme vigenti, che consente di addebitare a danno dei responsabili, peraltro rei confessi, diverse ipotesi di reato, anche di tipo associativo" Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas e Wwf, chiedono "alle Autorità in indirizzo di assumere, ciascuna in base alle proprie competenze, e con estrema urgenza, tutte le iniziative necessarie per procedere alla immediata distruzione delle coltivazioni transgeniche già individuate; eseguire le analisi necessarie per individuare altre coltivazioni illegali e verificare eventuali contaminazioni da parte delle piante transgeniche; verificare la correttezza dell’ operato della Procura della Repubblica di Pordenone; perseguire i responsabili delle semine illegali; annunciare la costituzione di parte civile delle Amministrazioni con competenza diretta in materia di Ogm, in caso di rinvio a giudizio dei responsabili". Nella lettera, nella quale si ripercorre la vicenda, dalla semina illegale di mais Ogm all’ acquisizione della certezza in base alle analisi effettuate, "che almeno due campi, posti sotto sequestro nel comune di Fanna e di Vivaro, sono costituiti da piante transgeniche (mais Ogm – MON810) e che non si può escludere la presenza di altre coltivazioni geneticamente modificate sono state realizzate in aree circostanti", la Task force" ricorda che "in Italia, ai sensi dell’ articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 212, non è consentito procedere alla messa in coltura di sementi transgeniche in assenza delle previste autorizzazioni di legge" e che "l’ articolo 1, comma 5 del suddetto decreto legislativo 212/2001 dispone che "chi mette in coltura prodotti sementieri di varietà geneticamente modificate senza l’ autorizzazione di cui al comma 2, è punito con la pena dell’ arresto da sei mesi a tre anni o dell’ ammenda fino a 100 milioni di lire. La stessa sanzione si applica in caso di revoca o sospensione dell’ autorizzazione". La "task force" ha pure contestato l’ operato del procuratore della Repubblica di Pordenone Antonio Delpino in quanto il provvedimento di sequestro di un campo di mais, tardivo, non ha consentito di prevenire la disseminazione di polline e quindi non è stata esercitata un’ azione conservativa e ha chiesto, invano, al ministro di Grazia e Giustizia Angiolino Alfano un provvedimento disciplinare per ovviare a un danno che avrà impatto sull’ ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non si potrà limitare ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta. La coalizione, inoltre, ha sollecitato, invano, il Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, ad applicare un "protocollo operativo di gestione tecnica in presenza di Ogm", come fece nel 2003 quando si verificò un caso analogo l’ allora Ministro Gianni Alemanno. In merito, dura è la posizione del Wwf, della Legambiente e di Aiab del Friuli Venezia Giulia che hanno duramente contestato la perizia della dottoressa Serena Varotto, incaricata dal Procuratore di Pordenone, risultata particolarmente lenta, avendo richiesto un mese per fare quello che un normale laboratorio effettua in 48 ore. Come è noto secondo la Varotto non c’ è contaminazione, non c’ è pericolo né per gli umani né per gli animali, insomma tutto va bene. Le associazioni friulane denunciano pure che la politica non ha dato ancora risposte sulla proposta di Legge Regionale contro gli Ogm presentata in Regione Friuli Venezia Giulia da oltre 70 organizzazioni ambientaliste e degli agricoltori pochi mesi fa. In tutta questa vicenda, il ministro Galan, non molto sensibile alle problematiche Ogm fin da quando era Governatore del Veneto, in una lettera al Corriere della Sera ha invitato alla calma e a non cedere all’ oscurantismo scientifico o alle "battaglie di religione". Posizione che, non casualmente, è piaciuta al Presidente di Futuragra l’ organizzazione agricola pordenonese che ha sponsorizzato la semina Ogm: "Siamo molto soddisfatti delle dichiarazioni fatte dal Ministro Galan in questi giorni che dimostra ancora una volta equilibrio e lungimiranza. Le battaglie di religione, che tanto vanno di moda di questi tempi, purtroppo non servono all’ agricoltura italiana, che di questo passo rischia sempre di più di precipitare all’ epoca del Medioevo" così ha dichiarato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra che ha aggiunto"ha pienamente ragione Galan quando dice che questa reiterata visone oscurantista non fa altro che ritardare la ripresa di un settore, quello dell’ agroalimentare, che versa in una grave crisi economica e che di tutto ha bisogno fuorché di un dibattito puramente ideologico". Così, secondo Campagnolo, "mentre ci troviamo davanti a un calo dei redditi senza precedenti e la scienza italiana accusa un ritardo di 10 anni per la mancata ricerca in questo settore, l’ ipocrisia dilaga: gli OGM vengono importati senza alcun problema per le filiere zootecniche della nostra eccellenza agroalimentare ma, allo stesso tempo, si fa di tutto per negare agli agricoltori di trarre vantaggio dagli evidenti benefici economici, ambientali e sanitari degli OGM". Benefici che per ora li vede solo il Presidente di Futuragra mentre per la maggior parte della opinione pubblica gli Ogm rappresentano solo un pericolo per la nostra biodiversità in campo agricolo per cui semine come quelle avvenute nella provincia di Pordenone vanno fermate e i responsabili puniti.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox