16 Novembre 2017

Sugli aumenti dei costi dei parcheggi la spada di Damocle del Tar

Il parcheggio nella Capitale è un incubo. Lo sanno gli automobilisti romani, che vanno a caccia ogni giorno di uno spazio libero per piazzare la macchina. E lo hanno sperimentato anche le amministrazioni comunali, inciampate virtualmente sulle “strisce blu” degli stalli di sosta a pagamento. Basta andare indietro nel tempo per capire che i parcheggi a tariffa sono una sorta di bomba, da maneggiare con grande cautela… Facciamo un salto al 2004. Ai primi di marzo la giunta guidata dall’ allora sindaco Walter Veltroni ufficializza la delibera 104, con cui vengono «individuate zone di particolare rilevanza urbanistica con esigenze e condizioni particolari di traffico» tali da far emergere «la necessità di pervenire a una tariffazione della sosta generalizzata in dette aree». E, secondo la Giunta, ciò consente «il venir meno dell’ obbligo di riservare su parte delle aree soggette a tariffazione della sosta, o su area limitrofa, parcheggi senza custodia o dispositivi di controllo di durata della sosta». Detto in parole povere, via libera ai «posti auto tariffati», a prescindere dalla disponibilità delle cosiddette “strisce bianche”.  Quattro anni dopo, però, la giunta del sindaco Gianni Alemanno si ritrova tra le mani una patata bollente. Il Tar del Lazio accoglie il ricorso presen tato dal Codacons e dichiara illegittima la delibera del 2004. Peri giudici è generico il riferimento a una presunta «particolare rilevanza urbanistica» e non decisivo lo «studio» annesso, poiché «realizzato da una società che aveva un interesse evidente alla realizzazione dei parcheggi a pagamento» che sarebbero poi stati affidati ad essa. Secondo il Tar, poi, non è dimostrato che «il numero dei parcheggi sia stato commisurato al fabbisogno effettivo», né che «siano state considerate le esigenze dei residenti». Identico destino nel 2015 per il sindaco Ignazio Marino, smentito anch’ egli dal Tar del Lazio. Terreno di scontro, questa volta, gli aumenti dei costi per la sosta a pagamento. Sotto i riflettori, in particolare, la delibera 48 del luglio 2014, con cui «la tariffa oraria viene innalzata a un euro e cinquanta centesimi in tutte le aree». A protestare alcuni automobilisti – appoggiati dal Codacons – che si lamentano per «l’ esborso enorme», cioè «240 euro al mese», secondo i loro calcoli. Peri giudici non vi sono dubbi che «le “strisce blu” costituiscano in tutto il mondo uno degli strumenti essenziali per la limitazione della circolazione», ma essi aggiungono che a lasciar perplessi sono le «modalità» seguite dal Comune di Roma. In particolare, l’ attenzione viene posta sulla mancata «verifica della disponibilità di trasporto pubblico» che «è uno dei parametri che condiziona l’ articolazione delle tariffe». E a questo proposito dai giudici arriva una considerazione che pare quasi un monito rivolto anche alle future amministrazioni: «È quasi inutile aggiungere che il potenziamento e la razionalizzazione della rete del trasporto pubblico avrebbe dovuto precedere e non seguire la rimodulazione della disciplina della sosta».
attilio ievolella

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