12 Marzo 2018

È sufficiente una nevicata e mezza Italia finisce nel caos

 

Continua dalla prima pagina A guardare cosa accade nelle città italiane, ormai strettamente interconnesse con i territori circostanti (i pendolari per definizione abitano fuori città), è questa la conclusione a cui si giunge dopo che qualche nevicata ha messo fuori uso intere metropoli, linee ferroviarie e di trasporto pubblico, scuole e asili. Appena si esce dal solco dell’ idilliaco – l’ unico per le quali molte città siano tarate a vivere – è subito tragedia o tilt. Con gli agglomerati urbani, si blocca pure mezza economia: uffici pubblici chiusi all’ istante, treni merci fermi in stazione, linee elettriche problematiche, internet non ne parliamo, turisti in fuga preventiva, addirittura penuria di merci nei mercati ortofrutticoli con l’ immancabile zucchina che triplica il prezzo. Non a caso, la previsione di una nevicata scatena l’ allarme rosso (e immaginiamo la bravura dei nordeuropei nel sopravvivere con il loro clima senza scatenare la Protezione civile ogni settimana). Ma poi: facciamo lezione delle sciagure che affrontiamo, o tutto passa e incrociamo le dita? Boh. Vedremo la prossima estate se gli acquedotti di Roma abbiano risolto i loro problemi; se gli scambi ferroviari non rimarranno paralizzati dalla prossima nevicata; se un temporale un po’ più intenso del solito (la mitica “bomba d’ acqua”) potrà essere domato da tombini ripuliti e corsi d’ acqua non cementati; se le case di riposo verranno climatizzate e non sia necessario assaltare i supermercati per avere un litro di latte quando il tempo non fa il bravo. Che, tra l’ altro, in realtà sta venendo incontro all’ inefficienza italica. Capìta l’ antifona, ha smesso di produrre nebbia, quella densa foschia che accecava e gelava la Val Padana (e non solo) per settimane intere. Che sprofondava le stesse città nel grigio, che impediva agli aerei di muoversi, che era un vero killer nelle strade e autostrade. Oggi la nebbia la si vede qualche giorno, prodotta più dall’ inquinamento che dall’ umidità. Ora rimane da convincerlo, il tempo, a regolare il termostato sulle nostre capacità: clima gradevole, temporalino ogni tanto, tanta bella neve in montagna e tanto sole al mare per turisti dalla disdetta delle prenotazioni molto condizionata dalle previsioni. Sennò scateniamo il Codacons.

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