4 Maggio 2018

«Subito sostituto all’ Ispettorato per ripristinare la legalità»

L’ invio immediato di un sostituto alla direzione dell’ Ispettorato territoriale del lavoro di Catania. È quanto ha disposto l’ assessore regionale al Lavoro Mariella Ippolito, dopo l’ operazione di ieri della Guardia di finanza che ha portato ai domiciliari quattro persone (l’ ex deputato regionale Marco Forzese, l’ ex consigliere comunale Antonino Nicotra, il direttore dell’ Ufficio territoriale del lavoro Domenico Amich e la responsabile dell’ ufficio legale dell’ Ispettorato Maria Rosa Trovato) nell’ ambito di un’ inchiesta per corruzione all’ Ispettorato. «Forniremo ogni forma di collaborazione utile agli organi inquirenti – ha sottolineato l’ assessore Ippolito – e adotteremo i provvedimenti conseguenziali». A Catania arriverà l’ attuale direttore dell’ Ispettorato territoriale del lavoro di Palermo Venerando Lo Conti. «La designazione di un sostituto – ha detto l’ assessore – consentirà la piena funzionalità del servizio nel rispetto della legalità». Sulla vicenda si registrano le reazioni delle associazioni dei consumatori, delle organizzazioni sindacali e del mondo politico. «Anni di battaglie della Cgil di Catania contro il lavoro nero e contro la piaga degli incidenti sul lavoro causati da mancati controlli o mancate applicazioni della legge, adesso hanno una chiave di lettura – dichiarano i vertici della Cgil – che passa dalla corruzione, dalla “messa a disposizione” dei funzionari nei confronti delle imprese non in regola quasi alla pari di consulenti retribuiti e non di controparte, di annullamento della privacy dei lavoratori e dei loro diritti, di attacco anche alla tasche di tutti i contribuenti. A Catania è necessario un cambio di passo etico, prima ancora che civico. La Cgil, che quest’ anno ha dedicato la Festa del Primo Maggio al tema della sicurezza sul lavoro, continuerà a fare la sua parte a fianco dei lavoratori, a testa alta. La lotta continua, e si fa ogni giorno».Il Codacons annuncia che si costituirà quale parte offesa. «Ancora una volta, saremmo di fronte a scenari raccapriccianti, che finiscono per mortificare l’ intera collettività. Se anche l’ Ufficio territoriale del lavoro di Catania dovesse risultare piegato a logiche criminali, la nostra Associazione non esiterà a collocarsi al fianco degli inquirenti affinché venga ripristinata la legalità e vengano puniti i responsabili». Anche Consitalia (Associazione dei consumatori d’ Italia), con il presidente Alfio Fabio Micalizzi, si costituirà parte civile e valuterà la presentazione di un ulteriore esposto integrativo alla Corte di conti: «Questi sono risultati che continuano a dare ai cittadini la fiducia nella magistratura e nelle forze di polizia». «I recenti fatti di cronaca giudiziaria – afferma il candidato sindaco Emiliano Abramo – ci mostrano una città vessata da malaffare e corruzione. Elementi questi che spesso si sono annidati nelle segreterie politiche di Catania. La vicenda dell’ operazione Black Job sommata al Garbage Affair, lo scandalo rifiuti, rende ancora più urgente l’ appello alla questione morale che già da tempo abbiamo lanciato alla città».

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