13 Maggio 2012

È subito scontro su franchigia e addio al ticket

È subito scontro su franchigia e addio al ticket

ROMA Renato Balduzzi ne è convinto: «Finalmente ci sarà equità». Ma dopo le prese di distanza più o meno già ufficializzate al ministro della Salute sia dall’ Economia che dai governatori, che vogliono vederci chiaro e pretendono valutazioni certe e affidabili sull’ impatto finanziario (ma non solo) dell’ eventuale riforma, sulla proposta del ministro della Salute di sostituire i ticket con una franchigia tarata sui redditi familiari per tutte le prestazioni sanitarie, sono arrivate ieri le prime prese di distanza ufficiali di parti sociali e consumatori. Per prima è stata la Cgil: «Una fuga in avanti che azzera la discussione su come rendere più equo l sistema della compartecipazione». Mentre i Codacons non hanno dubbi: «Una doppia tassazione ingiusta e assurda a carico di chi paga le tasse e già finanzia il sistema sanitario». Sull’ eventuale addio ai ticket, insomma, è già scontro. Balduzzi ieri per una parte ha apparentemente frenato: «Siamo a livello di una proposta. Non è una decisione assunta. Nelle prossime settimane ci saranno approfondimenti e confronti». Dall’ altra, però, il ministro della Salute ha ribadito la sua convinzione che il superamento dei ticket con la franchigia sia la strada giusta per rivoluzionare nel segno dell’ equità sociale il sistema complessivo della compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria: «La proposta va nel segno di rendere il sistema della compartecipazione alla spesa sanitaria più equo e trasparente. La situazione attuale presenta profili di iniquità, di opacità e di tendenziale disomogeneità. Questo è il progetto, questo è l’ obiettivo». Quanto (e se) raggiungibile, questo obiettivo, è tutto da dimostrare. La deadline è quella del varo del «Patto» per la salute con i governatori, atteso in porto entro fine ottobre, in linea con la legge di stabilità per il 2013. Insomma, ci saranno ancora davanti almeno altri 5 mesi di approfondimenti tecnici e politici prima di giungere a una conclusione. Con un nodo finanziario essenziale da sciogliere: dai ticket ci si attendono a partire dal 2014 altri 2 miliardi in più l’ anno nella massa di 8 miliardi di minore spesa sanitaria nel 2013-2014. Facendo salire così l’ asticella attuale da circa 4,5 ad almeno 6,5 miliardi di compartecipazione da parte dei cittadini. Una stangata che a maggior ragione richiederà valutazioni ponderate sull’ impatto sociale della manovra. A cominciare dalla certezza di poter contare su un sistema di lotta all’ evasione fiscale che possa bastonare anche gli evasori dai ticket e a maggior ragione dall’ eventuale, futura franchigia. L’ ipotesi è di applicare una franchigia tra il 2 e il 4 per mille (se non più) sui redditi lordi familiari: fino a quell’ importo ogni anno si pagherebbero i costi delle prestazioni sanitarie alle attuali tariffe. Farmaci, visite specialistiche, analisi, pronto soccorso. Superata quella soglia, pagherebbe tutto lo Stato. Cancellando però intanto esenzioni per reddito o per patologia, età, invalidità. Nell’ ipotesi del 3 per mille, su un reddito di 10mila euro si pagherebbero 30 euro, 120 fino 40mila euro lordi, 300 fino a 100mila, 500 fino a 150mila euro lordi di reddito. Una contabilità che, anno per anno, verrebbe tenuta con una sorta di “carta di credito” (o di debito). L’ incrocio con l’ Isee dovrebbe garantire l’ equità del carico familiare. Dovrebbe, appunto, perché il condizionale è d’ obbligo. R. Tu. © RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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